Flavio Carboni e la loggia P2, Flavio Carboni e il delitto di Roberto Calvi, Flavio Carboni e il giallo di Emanuela Orlandi. Flavio Carboni era l’“uomo dei misteri italiani”, come veniva raccontato. È morto la scorsa notte, come riporta l’AdnKronos, stroncato da un infarto nella sua casa di Roma. Aveva compiuto da poco 90 anni. Solo una condanna definitiva, nonostante il suo nome fosse stato al centro della cronaca per 50 anni: quella per la vicenda legata alla bancarotta del Banco Ambrosiano, a otto anni e mezzo.

Carboni era imprenditore e uomo d’affari. Era nato a Torralba, in provincia di Sassari, e nel 1932. Gli sono state attribuite amicizie e frequentazioni pericolose o compromettenti. Come con l’ex 007 Francesco Pazienza o il capo della loggia massonica cosiddetta P2 Licio Gelli. È stato socio di Silvio Berlusconi nella costruzione di Olbia 2. È stato più volte arrestato e processato, tirato in ballo in vicende giudiziarie clamorose: dall’attentato al vicepresidente del Banco Ambrosiano Roberto Rosone all’omicidio del banchiere Roberto Calvi fino all’accusa di corruzione nell’ambito di una inchiesta sugli appalti per l’energia eolica in Sardegna, “costola” del procedimento principale sulla cosiddetta P3.

Era stato condannato nel 2018 in primo grado a sei anni e sei mesi. “Un’altra grottesca invenzione”, l’aveva definita. Oltre ad altre accuse di falso, truffa e bancarotta venne anche sentito come testimone sul rapimento di Emanuela Orlandi, la 15enne figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, sparita nel nulla il 22 giugno del 1983. Giallo irrisolto.

“Non ho mai conosciuto Gelli, non ho mai fatto parte della P2″. Anzi, aveva detto in un’intervista all’AdnKronos nel marzo 2021, “non ho mai fatto parte della massoneria in generale. Che poi abbia conosciuto tanti personaggi di primissimo piano – come tutti a quell’epoca del resto – che potessero avere simpatie o aderire a logge è un’altra storia”. Diceva di aver avuto un rapporto molto intenso con Armando Corona, gran maestro del Grande Oriente. “Se dovessi dare retta alle accuse cosa non sarei io? Riina farebbe ridere al mio confronto”.

Sull’accanimento nei confronti di Carboni si è espresso anche l’avvocato Renato Borzone a Lapresse. “È stato perseguitato da accuse dietrologiche e surreali – le parole del legale -, come nel caso del processo per la morte di Roberto Calvi, nei confronti delle quali ha dimostrato la sua innocenza. Non era San Francesco ma tuttavia è stato sempre stato considerato un personaggio misterioso che in realtà non era“.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.