Se ci fosse stato qualcuno come Clint Eastwood da queste parti la sua vita sarebbe diventata un film. E non è detto che questo non possa accadere in futuro. È morto a Napoli Tullio Pironti, editore tra i più coraggiosi e innovativi della sua generazione ed ex pugile. Aveva 84 anni. Una vita avventurosa, il suo negozio a Piazza Dante, nel centro storico della città, alle porte di quella via Port’Alba conosciuta come la “strada dei libri”.

Libri e Cazzotti, la sua vita, come dal titolo dell’autobiografia a cura di Mimmo Carratelli, con prefazione di Fernanda Pivano. “Ci fosse un Clint Eastwood nei paraggi, ne farebbe subito un film, di quelli che piacciono a lui: con gli eroi controvoglia, con la guerra in mezzo, con la voglia di riscatto, con i perdenti che però sanno anche vincere”, scriveva a proposito Emanuela Audisio. Lo piangono in tanti in queste ore: napoletani e lettori. Era un personaggio di altri tempi, un uomo che aveva tanto e vissuto e che aveva incrociato e collaborato con grandi e notevoli personalità. Era cresciuto da pugile; aveva visto e vissuto la guerra; è salito sul ring per 50 incontri fino a essere convocato anche nella Nazionale italiana di pugilato, categoria pesi welter; ha sfidato e strappato titoli ai giganti dell’editoria. È stato stroncato da un infarto, ieri sera, dopo aver accusato un po’ di affaticamento in serata. Niente di grave secondo il medico chiamato.

Era nato nel cuore di Napoli, a via Tribunali. Aveva cominciato nel 1972 la sua attività editoriale. Era figlio di una famiglia di librai che avevano cominciato la loro attività dopo la persecuzione subìta nel Regno Borbonico da Michele Pironti, magistrato, imprigionato con Luigi Settembrini, Carlo Poerio e altri patrioti. L’avo Pironti divenne così ministro della Giustizia dopo l’Unità d’Italia.

Tullio continuò l’attività del padre e del nonno. Da editore ha fatto conoscere in Italia scrittori e personaggi chiave della letteratura: da Don DeLillo a Bret Easton Ellis, da Raymond Carver al Premio Nobel egiziano Nagib Mahfuz. Particolare eco riscuotono tuttora i libri-reportage di David Yallop, John Cornwell, Philipp Willan, Leopold Ledl, Richard Hammer, sulle clamorose vicende finanziarie del Vaticano e sulla morte di Papa Luciani.

Da Il Camorrista, scritto da Giuseppe Marazzo, venne tratto il famoso film omonimo sul boss di Camorra, il “Professore” Raffaele Cutolo, di Giuseppe Tornatore. Un successo enorme. Pironti ha pubblicato anche Dopo Hemingway, una serie di saggi sulla letteratura nordamericana accompagnata dalla biografia della famosa scrittrice e traduttrice che come nessuno raccontò gli scrittori americani. Sempre sua una delle prime pubblicazioni sul fenomeno dei cantanti neomelodici, a cura di Federico Vacalebre e con un’introduzione di Pino Daniele. Di quest’ultimo aveva pubblicato l’unico libro. Storie e poesie di un mascalzone latino con pensieri, confessioni e testi inediti. La sua collaborazione con Francesco Durante, professore universitario e giornalista, fece la fortuna della casa editrice.

Solo qualche giorno fa aveva firmato con Bompiani per la ri-pubblicazione della sua autobiografia Libri e cazzotti: aveva ceduto dopo anni di resistenze a pubblicare per una grande casa. Per i suoi 80 anni organizzò una festa in Piazza Dante, proprio presso la sua libreria, regalando libri. Centinaia i lettori e i napoletani che lo festeggiarono. Pironti voleva pubblicare un catalogo storico con tutti i titoli pubblicati, una maniera per lasciare un’ulteriore traccia della sua attività impavida: la concorrenza che la sua piccola casa editrice era riuscita a opporre a giganti dell’editoria nazionale. I funerali si terranno oggi alle 16:00 nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio, a Piazza Dante.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.