Sarà la destra radicale erede del partito neonazista ad avere un ruolo cruciale nella Svezia del futuro? Sembra questo il quadro che emerge dalle elezioni parlamentari che si sono svolte domenica nel Paese scandinavo, dove con oltre il 90 per cento delle schede scrutinate la coalizione di centrodestra è avanti sul centrosinistra guidato dai Socialdemocratici della prima ministra uscente Magdalena Andersson.

Proprio il partito della premier Andersson è risultato il più votato, ottenendo circa il 30 per cento delle preferenze, ma dallo scrutinio la più grande sorpresa di questa tornata elettorale sono stati i Democratici Svedesi. Al contrario di quanto il nome possa far pensare, la formazione è infatti di estrema destra ed è diretta discendete dei neonazisti svedesi: il partito di Jimmie Åkesson, 55 anni, ha ottenuto il 20 per cento dei voti.

I Democratici Svedesi sono riusciti anche a superare il centrodestra ‘liberale’. I Moderati, storico partito di centrodestra guidati da Ulf Kristersson, ha ottenuto solo il 19 per cento dei voti e per guidare il Paese avranno necessariamente bisogno dell’appoggio di Åkesson e del suo partito.

Il risultato finale del voto è comunque ancora incerto. Per l’esito definitivo, con la vittoria che si baserà su poche migliaia di voti, bisognerà attendere la giornata di mercoledì: è in quella data, ha fatto sapere la commissione elettorale, che verranno contati i voti via posta e quelli degli elettori all’estero. Al momento infatti lo scarto tra le due coalizioni è di soli 50mila voti.

Al di là del risultato che emergerà mercoledì, l’ascesa dei Democratici Svedesi a secondo partito nazionale ha la portata di un ‘terremoto politico’: la Svezia è un Paese dalle solide tradizioni socialdemocratiche e in poche occasioni è stato guidato da governi di centrodestra. Un governo con gli eredi dei neonazisti come ‘socio forte’ sarebbe un cambiamento epocale.

Åkesson e soci, per anni trattati come paria dagli altri partiti, da alcuni anni in realtà vedono i loro consensi aumentare: l’SD ha aumentato il suo voto in ciascuna delle ultime nove elezioni generali, tentando di volta in volta di scrollarsi di dosso le accuse di estremismo.

Ma, come fa notare Tobias Hübinette, docente di studi interculturali all’Università di Karlstad, “i Democratici Svedesi sono attualmente di gran lunga il più grande partito al mondo con radici naziste. Anche se il partito condanna ufficialmente le proprie radici ideologiche razziali, questo sfondo è ancora presente oggi, nel senso che l’SD è ancora legata ad esse, vedendosi come l’unica forza politica che può salvare la popolazione a maggioranza bianca nativa svedese”.

L’affermazione elettorale si deve ad uno spostamento della campagna elettorale a temi cari proprio alla destra, in particolare sulle soluzioni ‘securitarie’ contro l’emergenza in corso nel Paese sulle bande criminali, formate nella gran parte dei casi da immigrati di seconda generazione provenienti dalle aree più povere della società. La Svezia è l’unico paese europeo in cui negli ultimi dieci anni sono aumentati gli omicidi con arma da fuoco: nel 2022 già 44 persone sono morte in questo modo, mentre in tutto il 2020 erano state 47. Una problematica che ha spinto anche il governo di centrosinistra ad adottare posizioni più dure e intransigenti contro l’immigrazione.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia