Milioni di inglesi alle urne per la tornata amministrativa del 7 maggio in un clima infuocato. Farage sembra destinato alla vittoria, ma si ritrova nei guai per un finanziamento “occulto”. Per il Labour, sarà invece Starmergeddon, l’Apocalisse annunciata da tutti i media. Quella di giovedì è la più grande chiamata al voto da quando l’esecutivo laburista è al potere: 25.000 i candidati in corsa per 5000 seggi in 136 consigli comunali, inclusi tutti i 32 borough di Londra, diversi distretti metropolitani e alcune contee.

Per Starmer è in arrivo una bastonata storica, forse definitiva. Secondo tutti i sondaggi i laburisti crollano sotto il 20%, Reform UK oscilla tra il 24% e il 28%, i Verdi, vera “sorpresa” si attestano tra il 16 e il 21%, i Liberal Democratici tra il 12 e il 14%. Se i dati fossero confermati, la sinistra potrebbe perdere ben 2.000 dei suoi 2.500 seggi. A Londra, tradizionale roccaforte rossa, addio primato, con un calo da 21 a 15 consigli. In difficoltà anche i Tories che ne lascerebbero per strada oltre un migliaio. Per la prima volta il tradizionale bipolarismo britannico andrebbe in soffitta, forse per sempre. I Verdi si rivelano possibile forza dominante in aree come Hackney, Lambeth, Lewisham e Waltham Forest, storiche roccaforti del Labour. Zack Polanski, leader Green, ha più volte dichiarato l’intenzione di posizionare il partito come nuova forza di riferimento della sinistra, proprio là dove il Labour non si spinge. E i numeri sembrano dargli ragione.

Non pervenuto il Your Party di Jeremy Corbyn e Zarah Sultana decimato da lotte fratricide. Reform potrebbe ottenere buoni risultati nelle periferie più conservatrici come Barking and Dagenham, Bromley e Havering, ma sulla sua vittoria pende una tegola che rischia di gettare ombre sul risultato. L’organo elettorale britannico sta, infatti, valutando se indagare su Nigel Farage per una donazione non divulgata di cinque milioni di sterline. Il denaro gli è stato donato dal miliardario britannico-thailandese e investitore in criptovalute, Christopher Harborne. Farage si è affrettato a dichiarare che la somma è stata utilizzata solo per la sicurezza e non per la campagna e che i soldi erano un regalo, in un momento in cui apparentemente non aveva ancora deciso se candidarsi o meno come deputato. Kemi Badenoch, leader Tory, non si è fatta scappare l’occasione. Nel giorno in cui la notizia è arrivata alla ribalta delle cronache ha attaccato a testa bassa, ha chiesto un intervento formale alla Commissione elettorale e lo ha accusato pubblicamente di sfuggire alle domande.

I Tories, la buttano sulla morale al grido di “Make Britain Working Again”: cinque milioni sono un affronto per i tanti cittadini inglesi soprattutto in questa fase di crisi economica. Questa è la leva per colpire sia l’acerrimo nemico a destra sia per fare campagna contro la sinistra, accusata di essere la prima responsabile dell’inefficienza del Paese. Se Farage abbia deliberatamente violato le regole e se questo basterà a spostare il giudizio degli elettori lo vedremo. Per il momento le acque restano agitate. Di certo a Downing Street è in arrivo la tempesta perfetta.