Venti punti percentuali di differenza. E’ il distacco che la coalizione di centrodestra rifila all’alleanza tra il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle alle elezioni regionali in Umbria. La storica regione “rossa” sterza nettamente a destra con la vittoria di Donatella Tesei, 57,5% dei voti, candidata della coalizione guidata dalla Lega (che sfiora il 38%) e dall’exploit di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che ottiene il 10,4% (Forza Italia si ferma al 5.5%). Travolto il candidato di centrosinistra, Vittorio Bianconi, che si ferma al 37,5% con il Pd al 22,3 e il crollo dei Cinque Stelle fermi al 7.4%.

I COMMENTI – “Abbiamo fatto un’impresa storica, per il Pd e per il M5s una lezione di democrazia, onestà e trasparenza che ricorderanno, la Lega si conferma primo partito, qui c’è l’Italia”. Queste le parole di Matteo Salvini. Ammette il ko il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che su Facebook scrive: “La sconfitta alla Regione Umbria dell’alleanza intorno a Vincenzo Bianconi è netta e conferma una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi Comuni umbri, che non si è riusciti a ribaltare. Il risultato intorno a Bianconi conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all’alleanza”,

CITTADINI AL VOTO – L’affluenza è stata del 64,42%, di 8,99 punti superiore a quella registrata nel 2015. In provincia di Perugia l’affluenza è stata del 64,66% (56,31 nella precedente consultazione) e in quella di Terni del 63,72% (52,92%).

TREMA IL GOVERNO – Un voto che rischia di avere ripercussioni anche sull’attuale Governo a guida giallo-rossa così come sottolineato, oltre dalla Lega, anche da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Pesante la crisi dei grillini che hanno dimezzato i consensi rispetto alle Europee, racimolando addirittura 20 punti in meno del risultato delle politiche 2018.

PROCESSO A DI MAIO – Partono i processi in casa Cinque Stelle. “Una disfatta, quando non ha la coerenza di fondo poi la paghi, avremmo fatto meglio ad andare da soli” commenta il senatore Gianluigi Paragone. Critiche al leader Luigi Di Maio che, secondo alcuni esponenti del Movimento, “deve fare un passo indietro”.