Secondo i giornali di destra, Il Fatto quotidiano e adesso anche diversi sostenitori del nascente Terzo Polo, Elisabetta Piccolotti non dovrebbe far parte dell’accordo Pd-Sinistra italiana per essere candidata ed eventualmente eletta. La colpa? È la moglie di Nicola Fratoianni, leader di Si, e frontman nella costruzione dell’alleanza elettorale.

Mai polemica fu più misera, sessista e fondata sulla menzogna. Elisabetta Piccolotti non verrebbe candidata in quanto moglie di… ma perché è una brava politica, anche lei dirigente di Sinistra italiana. La sua non sarebbe quindi una cooptazione, di cui comunque la storia politica italiana è piena: uomini chiamati a stare in Parlamento non per le loro qualità, ma perché fedeli al capo. Ma guarda caso se si tratta di uomini non si nota. Si nota se si tratta di donne.

In questo caso poi non c’è proprio nessun appiglio. Elisabetta Piccolotti non verrebbe cooptata, ha tutto il diritto di ambire a un posto da parlamentare. La conosco da quando era dirigente dei Giovani comunisti nel Prc. È sempre stata una politica che coniuga impegno quotidiano, la cosiddetta politica fatta dal basso, con l’analisi intellettuale, lo studio, una visione. A tal punto che si dovrebbe sperare, a prescindere da quel che si pensa di Si o della sinistra in generale, che siano donne come Piccolotti ad entrare in Parlamento a rappresentarci.

Invece con tutti i problemi che il Paese sta attraversando, si trova il tempo di polemizzare con lei, di attaccarla, di prenderla di mira sui social. Roba da matti. Sono attacchi spesso strumentali, legati cioè alla lotta politica di questa terribile campagna elettorale. Ma il ragionamento con cui si portano avanti sono di stampo sessista e misogino. Non si valuta Piccolotti per il suo profilo, la sua storia, il suo pensiero, ma la si riduce al ruolo di moglie. La si amputa della sua soggettività e la si mette in una casella. Ancora!? A questo pregiudizio che sembra non tramontare mai si aggiunge anche una buona dose di populismo, il pensiero cioè che tutti i politici siano uguali e che pensino solo al loro interesse. Populismo da quattro soldi e in questo caso tristemente trasversale.

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Vicedirettrice del Riformista, femminista, critica cinematografica