Per mesi si è autopromosso come massimo rappresentante della libertà di espressione del pensiero, supportato non di rado da coloro che si battono contro l’ipotetica “dittatura del politicamente corretto” che imperversa sui media, anche quelli sul web.

Eppure Elon Musk, da poche settimane diventato padre-padrone di Twitter, acquistato con la promessa di restituire libertà di parola a tutti, non ha esitato a licenziare con un tweet un suo ormai ex dipendente, dopo averne cacciati dall’azienda circa la metà subito dopo l’acquisizione per iniziare a far quadrare i conti.

La vicenda riguarda il 41enne Eric Frohnhoefer, che ha lavorato per l’azienda di San Francisco per sei anni come sviluppatore dell’app social per i dispositivi Android.

Frohnhoefer, difendendo il suo lavoro di sei anni proprio nell’area messa sotto accusa da Musk, ha iniziato col CEO di Twitter uno scambio di battute in cui si sono inseriti anche altri utenti. “Ho passato 6 anni a lavorare su Twitter per Android e posso dire che questo è sbagliato“, le parole del (ex) dipendente, che ha poi invitato lo stesso Musk a porre domande in privato “magari usando Slack o l’email”.

Tra i due la discussione è andata avanti, con il neo-proprietario di Twitter che ha invitato Frohnhoefer a descrivere cosa avesse fatto nel corso degli anni per migliorare l’app, con l’ingegnere che non tirandosi indietro ha risposto al suo ‘capo’ dettagliando i problemi che ha contribuito a risolvere e quelli riscontrati, con possibili soluzioni.

Alcuni ‘adepti’ dell’imprenditore, l’uomo col patrimonio più grande al mondo secondo le più recenti classifiche, hanno quindi suggerito a Musk di intervenire: “Con questo atteggiamento, forse non vuoi questa persona nel tuo team”, le parole di un utente che hanno spinto il proprietario del social a calare la mannaia contro il suo dipendente: “È licenziato”, il tweet in risposta di Musk.

Frohnhoefer si è quindi accorto del licenziamento non tramite una mail, ma vedendosi bloccati tutti gli accessi ai sistemi informatici dell’azienda presso cui aveva lavorato per sei anni, come testimoniato dall’ingegnere sul suo account Twitter, dove ha mostrato il pc aziendale bloccato e con un Pin d’accesso al dispositivo bloccato.

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Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia