Agli scavi di Ercolano continuano a sbucare nuove testimonianze della vita che l’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. cristallizzò nella lava. Stavolta ad essere riportato alla luce è lo scheletro parzialmente mutilato di un uomo, bloccato dall’eruzione nel tentativo di fuga. La scoperta è stata raccontata in esclusiva dall’Ansa. “Un ritrovamento da cui ci aspettiamo ancora grandi novità e scoperte”, ha detto Massimo Osanna, direttore generale dei musei di Stato.

La scoperta arriva a 25 anni dagli ultimi scavi, e non smette mai di stupire e stuzzicare l’immaginazione aprendo gli occhi su quella giornata terribile avvenuta secoli fa. La fine di tutto accadde all’improvviso. Gli ercolanesi immaginavano probabilmente di riuscire a scappare avendo il mare a portata di mano. Invece quella tempesta di fuoco, lapilli e cenere arrivò all’improvviso. Molti si rifugiarono nei magazzini dei pescatori, i fornici affacciati sulla spiaggia, dove si facevano coraggio con le lanterne accese, le brocche con l’acqua e con l’aceto per resistere alla caligine che da ore impestava l’aria. Ed è così che è stato trovato l’ultimo scheletro, intento alla fuga, lontano dai rifugi, forse già con un piede in acqua.

Quell’uomo deve aver visto in faccia l’orrore della sua fine. Prima di esserne travolto, colpito alla testa da una trave, scaraventato in aria da quella furia bollente di gas mefitici e detriti. “Questo perché il flusso piroclastico si abbatté su Ercolano inaspettato e velocissimo – ha detto Francesco Sirano, direttore del parco Archeologico di Ercolano – un inferno che correva a 100 chilometri all’ora e una temperatura che nelle zone più alte della città arrivò anche a 700 gradi, ridotti a 3-400 sulla spiaggia”.

In quelle condizioni non ci fu scampo per nessuno, come dimostrano i tantissimi scheletri, oltre 300, di uomini, donne e bambini che proprio qui, nella schiera di magazzini affacciati sulla spiaggia sono stati ritrovati negli anni ’80 e ’90 del Novecento. “Tanta gente comune, ma anche persone molto facoltose come la donna ingioiellata che gli archeologi riportarono alla luce a pochi passi di distanza da uno di questi magazzini”, spiega il direttore.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.