Mascherina al mare nei momenti di affollamento e quarta dose di vaccino per i soggetti fragili. E’ quanto consiglia il virologo Maurizio Pregliasco perché siamo nel mezzo della nuova ondata di Covid-19 “ed il picco sarà a fine luglio”. A preoccupare, più per la sua “elevatissima contagiosità” che per le conseguenze, è la variante Omicron 5, la cui diffusione, secondo l’esperto dell’Università Statale di Milano, è ben superiore a morbillo e varicella. Omicron 5 rialza e rialzerà i casi, continueremo ad averne di gravi, seppur in modo proporzionale”.

Secondo Pregiasco – intervenuto a Un Giorno da Pecora su Radio 1 – “Omicron 5 è quattro volte tanto un’influenza forte” e la mascherina al mare “va indossata nei momenti di affollamento prima di andare sulla battigia, ad esempio all’ingresso degli stabilimenti”.

I casi di covid-19 nelle ultime settimane sono in aumento in Italia così come aumentano i tamponi fai da te acquistati in farmacia che aprono, tuttavia, a ragionamenti multipli. Il primo è relativo all’attendibilità degli stessi test, il secondo invece riguarda la presunta mancata denuncia di chi risulta positivo. C’è chi, dopo aver fatto il test fai da te, preferisce non denunciarsi al medico di base e non entrare in piattaforma, nella speranza di risultare negativo nel giro di un paio di giorni e sfuggire alla prassi burocratica.

I dati delle vendite in farmacia, elaborati da IQVIA, fotografano l’attuale situazione: si presta meno attenzione alle protezioni. Dal 13 al 19 giugno sono state vendute mascherine per 1,1 milioni di euro, pari a -11,2% rispetto alla settimana precedente e a -60% rispetto alla stessa settimana del 2021. Di igienizzanti ne sono stati venduti per 96.000 euro, pari a -2,8% rispetto alla settimana precedente e -52,3 % rispetto alla stessa settimana di un anno fa. Di contro, dal 13 al 19 giugno sono stati spesi 4,5 milioni di euro in tamponi e test, pari a +17,5% rispetto alla settimana precedente.

All’Adnkronos Salute Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all’Università Sapienza di Roma, invita a non abbassare la guardia: “Oggi la stragrande maggioranza dei casi Covid potremmo considerarli una forma influenzale, ma molto più contagiosa. Per questo dobbiamo sempre porre l’attenzione sui chi è anziano fragile o immunocompromesso”, perché queste persone “corrono i rischi maggiori di fronte ad un virus che può comprometterne la salute. Loro devono fare assolutamente la quarta dose” di vaccino. “Dobbiamo essere prudenti ed evitare che la situazione oggi più gestibile anche con più contagiati ci sfugga però di nuovo di mano”.

Rassicurazioni su Omicron 5 arrivano dallo Spallanzani di Roma attraverso il direttore generale Francesco Vaia: “Oggi come ieri, le varianti non devono spaventarci. La sottovariante BA.5 rimane una ‘sorvegliata speciale’ in molti paesi, dove l’impennata dei contagi può essere dovuta alla sua repentina diffusione. Casi di infezione da BA.5 stanno rapidamente crescendo anche nel nostro paese dove la BA.2 è ancora predominante (63%), ma la BA.5 è passata, nel giro di poche settimane, da una prevalenza al di sotto dell’1% al 23% nell’ultimo monitoraggio nazionale del 7 giugno, con la BA.4 all’11%. Tale scenario di prevalenza potrebbe comunque già oggi essere diverso con una prevalenza ancora maggiore della BA.5”.

“Non vi sono comunque al momento avvisaglie di una maggiore gravità clinica delle nuove varianti BA.4 e BA.5, anche tenendo conto che la differenza genetica rispetto a BA.2 è di poche mutazioni chiave – aggiunge – Va comunque detto che, come già osservato con BA.1 e BA.2, un aumento dei casi legato alla maggiore trasmissibilità e al maggiore escape immunitario delle nuove varianti potrebbe tradursi in un limitato e transitorio aumento di ospedalizzazioni”.

Anche il virologo Massimo Galli ammette che “la malattia sta diventando meno impattante sulle strutture sanitarie. Abbiamo una malattia meno patogena, ma questo non vuol necessariamente dire che il virus si è ‘rabbonito’. Ci sono infatti anche tanti vaccinati e questo potrebbe rendere difficile al virus portare alla malattia grave”. Ma, secondo il direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano il Covid non può essere considerato solo un’influenza: “Non credo che i tempi siano ancora maturi per dirlo e per arrivare a una gestione ordinaria. Resto cauto vista la comparsa sulla scena di una nuova sottovariante, la Omicron 5, che potrebbe darci qualche problema“. Per Galli, dunque, “abbiamo ancora bisogno di cautela, perché ogni volta che arriva una nuova variante diffusiva è evidente che ci sarà anche un numero importante di infezioni. E ogni volta che abbiamo tanti casi, per quanto la malattia abbia meno impatto, il rischio di vedere gli ospedali in difficoltà non può essere escluso. In ogni caso una percentuale, seppure piccola, si ammala in maniera più grave. E se i casi sono tanti, il numero assoluto delle persone che si ammala cresce”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.