Le norme diventano meno stringenti ma intanto lo spettro di una nuova ondata sembra tornare ad agitarsi. In Italia l’indice Rt sale a 0,94 e aumenta anche l’incidenza. Dati che fino a qualche settimana fa erano in calo. Ma cosa sta succedendo? Possibile che tutto questo sia dovuto alla nuova variante Omicron 2, o meglio BA.2?

L’ipotesi è plausibile secondo Marco Cavalieri, capo della strategia vaccinale dell’Ema che in conferenza stampa ha affermato che il Covid ha ripreso la sua corsa spinto “dall’aumento della circolazione della subvariante Omicron BA2, che sembra più trasmissibile delle alte varianti Covid -19”. Lo conferma anche Anthony Fauci, immunologo statunitense che ha sostenuto che BA.2 sta assumendo un maggior grado di dominanza a livello globale e ormai arriva al 60%.

Non è chiaro quanto questa variante sia effettivamente diffusa in Italia ma l’aumento dei contagi sembrerebbe confermare questa ipotesi. È stato studiato che tutte le sottovarianti di Omicron sono altamente contagiose, ed è questo il motivo per cui in prossimità del Natale ci fu un boom di contagi da Omicron tanto da soppiantare la variante Delta. Numerosi studi hanno però scoperto che la sottovariante BA.2 è ancora più trasmissibile di BA.1. Gli studi finora condotti ipotizzano una contagiosità maggiore del 30% rispetto all’Omicron.

A questo si aggiunge che il tempo di incubazione è più veloce. Gli scienziati inglesi hanno scoperto che in media una persona con BA.2 impiega meno tempo a infettare un’altra accelerandone la diffusione. Il tempo medio di insorgenza dei sintomi sembrerebbe essere di circa mezza giornata più breve per BA.2 rispetto a BA.1, con un periodo medio che rispettivamente è di 3,27 giorni rispetto a 3,72 giorni.

Basti pensare che Delta invece aveva un tempo di incubazione e quindi di comparsa sintomi pari a circa 4 giorni. Il tempo di incubazione più breve potrebbe contribuire all’aumento del tasso di crescita di BA.2. Il vaccino continua a essere protettivo anche nei confronti di questa nuova variante contro il ricovero e la degenerazione in malattia grave.

I dati l’ultimo report della UK Health Security Agency relativi all’efficacia dei vaccini nel prevenire i sintomi della malattia da Covid evidenziano che fino alla nona settimana i vaccini garantiscono addirittura una protezione più alta contro BA.2. Uno studio su 21 ospedali negli Stati Uniti conferma una protezione contro il ricovero dell’86% con tre dosi di vaccino.

Altri studi citati dal Corriere della Sera, invece, testimoniano un calo della protezione del vaccino che varia tra il 44% e il 72% anche con tre dosi. Così molte persone anche avendo fatto il booster si stanno contagiando soprattutto se l’ultima inoculazione è avvenuta mesi fa.

Quali sono i sintomi di Omicron 2

Per lo più chi si sta contagiando lamenta sintomi lievi come mal di testa, mal di gola e raffreddore. “Senza la vaccinazione avremmo il doppio dei casi: la vaccinazione ostacola la diffusione del virus”, avverte il virologo Burioni. I sintomi di Omicron 2 comunque non sembrano diversi da quelli di Omicron.

La malattia si manifesta per lo più sotto forma di lieve influenza con dolori muscolari e articolari, almeno tra chi è vaccinato. In qualche caso si registra la comparsa di sintomi intestinali come nausea, diarrea, vomito, dolore addominale, bruciore di stomaco e gonfiore.

Chi ha già avuto il Covid si può ricontagiare?

Visto il numero di varianti in circolazione, le reinfezioni sono possibili. Le nuove varianati hanno infatti mutazioni importanti rispetto alle precedenti e l’organismo potrebbe non aver prodotto anticorpi specifici. Chi l’anno scorso ha contratto Delta, potrebbe quest’anno prendere Omicron o le sue sottovarianti. L’Istituto Superiore di Sanità segnala un tasso di reinfezione del 3,3% e più a rischio sono giovani, donne e sanitari.

Chi ha preso Omicron invece sembrerebbe essere molto protetto da BA2, almeno nel breve tempo. Tuttavia uno studio danese ha identificato 47 casi di infezioni da BA.2 verificatesi poco dopo un’infezione da BA.1: si trattava soprattutto di giovani per la maggior parte non vaccinati. Secondo gli autori del report “le reinfezioni di Omicron BA.2 possono verificarsi poco dopo le infezioni da BA.1, ma sono rare”. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha comunque affermato che l’infezione con Omicron fornisce una forte protezione contro l’infezione BA.2.

Il contagio da Omicron 2 è più grave?

Al momento ci sono prove limitate su possibili differenze nella gravità della malattia indotta da BA.1 e BA.2. Un’analisi condotta in Danimarca non ha mostrato differenze nel rischio di ricovero tra persone infette con BA.1 o BA.2. Anche ricercatori britannici hanno scoperto che l’infezione da BA.2 non comporta un rischio di ricovero più elevato rispetto a BA.1. Finora solo ricercatori giapponesi che hanno infettato i criceti con le due varianti hanno scoperto che BA.2 causa una malattia più grave.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.