La decisione definitiva verrà presa il 30 giugno, all’ultimo minuto prima della riapertura per tenere d’occhio i dati sul contagio da coronavirus. Dal primo luglio l’Europa riapre agli ingressi e trapelano le prime indicazioni. Ci sarebbero come due liste: una con i Paesi dai quali si potrà arrivare e un’altra con quelli cui sarà negato l’accesso. Esclusi per il momento. L’apertura o la chiusura si basa su diversi criteri: l’indice dei contagi; il trend; il sistema sanitario. Ma non mancano eccezioni.

L’indice di contagi non dovrà essere superiore alla media europea: 16,1 casi ogni 100mila persone; il trend – lo stadio della pandemia – dovrà essere decrescente o stabile, ma non in aumento; l’indice di affidabilità del sistema sanitario – per misurare il monitoraggio e il contrasto del contagio – dovrà essere maggiore a 57, secondo il parametro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Secondo le indiscrezioni sarà concesso l’ingresso in Europa ai passeggeri provenienti dai Paesi dell’area balcanica come Serbia, Montenegro e Georgia. In Africa ad Algeria, Marocco, Tunisia e Ruanda. Thailandia, Giappone e Corea del Sud dall’Asia. Canada e Uruguay dalle Americhe – il continente che fa registrare il maggior numero di casi e di vittime e che rappresenta l’emergenza più grave. Dall’Oceania sarà possibile arrivare da Australia e Nuova Zelanda.

I Paesi al momento esclusi sono gli Stati Uniti, il Brasile, la Russia, la Turchia, l’Arabia Saudita, l’India, il Sudafrica e Israele. Gli Stati Uniti hanno fatto registrare 45.300 casi nelle ultime 24 ore, mai così tanti. È il Paese che conta il maggior numero di morti e di vittime. Il virus non si ferma in Sudamerica dove l’emergenza accelera e dove sembra essersi spostato il focolaio principale della pandemia. Il Brasile ha fatto registrare oltre 38mila nuovi casi nell’ultimo giorno. Per Israele la chiusura non è dettata dall’indice dei contagi ma dalla non reciprocità: Tel Aviv non permette ingressi. Il governo di Benjamin Netanyahu ha intanto convocato una riunione urgente visto che nelle ultime 24 ore sono emersi 800 nuovi casi. Alla Cina si riaprirà a solo se Pechino permetterà agli Europei di entrare nei propri confini. La lista dei Paesi verrà rivista ogni 14 giorni.