Fca, l’ex gruppo Fiat della famiglia Agnelli-Elkann, punta ad un prestito garantito dallo Stato da 6,3 miliardi di euro. Il gruppo automobilistico italoamericano, che nei prossimi mesi porterà a termine la fusione con i francesi di Psa (Peugeot-Citroen), è in trattative per ottenere la linea di credito con la banca Intensa Sanpaolo.

Stando ai termini dell’operazione, rivelati da Bloomberg, a fornire una garanzia pubblica per l’80% dell’importo sarebbe la Sace (società del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti), con garanzia che dovrebbe essere a quel punto concessa con un decreto del Ministero delle Finanze. In questo modo Fca potrebbe fare fronte alle maxi perdite accumulate nel solo primo trimestre del 2020, all’inizio dell’emergenze Cornavirus, che ha segnato per l’ex Fiat una perdita di liquidità da 5,5 miliardi di dollari.

Sempre l’agenzia Bloomberg specifica che sia Fca che i ‘promessi sposi’ francesi di Psa hanno deciso questa settimana di eliminare dividendi da 1,1 miliardi di euro, che entrambi i gruppi hanno deciso di pagare come parte del loro accordo di fusione. La rinuncia ai dividendi è una mossa necessaria per potere accedere al prestito con garanzia pubblica.

Altro punto fondamentale per poter usufruire dell’aiuto dello Stato è di rispettare alcuni paletti, in particolare sul fronte occupazionali, oltre a dover destinare il finanziamento ottenuto dalle banche con garanzie pubbliche a personale, investimenti o capitale circolante in stabilimenti italiani.