Il caso del francobollo emesso da Poste Italiane per ricordare Italo Foschi ha due aspetti, uno storico politico ed uno filatelico postale.
Dal primo punto di vista non c’è dubbio che l’aver celebrato un violento squadrista in una carta valore postale, che secondo le Linee Guida del Ministero deve riguardare personaggi che “interpretano il sentimento della Comunità Nazionale”, sia stato un grave errore del ministero delle Imprese e del Made in Italy, che sovraintende alle emissioni.

Un errore aggravato dal fatto, rilevato anche dalla stampa internazionale, del coinvolgimento di Foschi nella sua qualità di Prefetto, durante la seconda guerra mondiale, nella persecuzione degli ebrei a Trento e della collaborazione durante la Repubblica Sociale Italiana con i nazisti a Belluno, che avevano incorporato quella Provincia nel 1943 nella zona di occupazione dell’Alpenvorland, in attesa di annetterla al Terzo Reich. Non bisogna dimenticare infatti che prima di intraprendere la carriera prefettizia Foschi era stato Federale dell’Urbe, emarginato dopo il delitto Matteotti per assalti e pestaggi di avversari politici, ma nuovamente reintegrato per volere di Roberto Farinacci.

Anche questa volta il ricorso alla violenza, in un Regime che si stava stabilizzando, portò alla sua emarginazione ed alla decisione di Foschi di intraprendere la carriera prefettizia. Nel contempo la sua grande passione per il calcio lo portò a fondere la sua Società Fascista Fortitudo Pro Roma con altre due Società locali dando vita alla Associazione Sportiva Roma di cui fu il primo Presidente. La Consulta Filatelica, di cui faccio parte, che dovrebbe esprimere un parere sulle proposte di emissione, purtroppo non è stata mai coinvolta sulla proposta di emettere un francobollo celebrativo di Foschi nel centoquarantesimo anniversario della nascita.

Solo nel momento della presentazione del francobollo, lo scorso giovedì, abbiamo appreso che si trattava addirittura di un foglietto, con al centro il francobollo dentellato con l’immagine di Foschi ed, ai lati, i simboli della squadra della Roma, non validi per affrancare la corrispondenza. Sono convinto che si sia trattato di una leggerezza da parte dei proponenti del francobollo, che pensavano di celebrare la fondazione della Roma Calcio e non un personaggio così screditato. Ho sostenuto, e qui subentra una valutazione filatelica postale, che ritirare il foglietto già stampato ed in distribuzione, sarebbe stato controproducente, creando, dopo il Gronchi Rosa, un possibile caso di speculazione su un Foschi Nero.

Ma dopo che il foglietto è stato per qualche giorno in vendita, il Ministero può ben decidere, accantonata la quota per gli abbonati alle nuove emissioni, di incenerire la restante tiratura, dimostrando che ci può essere stata superficialità ma non dolo nel celebrare un personaggio divisivo ben lontano dai valori che hanno ispirato la nostra Costituzione. La concomitanza con l’emissione lunedì prossimo di un francobollo per il centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti (il cui sequestratore Arrigo Dumini venne lodato da Foschi) e la celebrazione in tutta Europa dell’ottantesimo anniversario dello sbarco degli Alleati in Normandia, possono essere un ottimo motivo per ricorrere così alla “riduzione del danno” ricordando il motto latino “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.

Carlo Giovanardi

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