La società Rete Ferroviaria italiana (RFI) è stata iscritta nel registro degli indagati per l’incidente del Frecciarossa avvenuto in provincia di Lodi giovedì scorso, nel quale sono morti i due macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo. L’accusa, come scrive il Corriere della Sera, è di aver violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilità delle società per i reati commessi dai dipendenti. Per l’incidente di Ospedaletto Lodigiano sono attualmente indagati 5 tecnici di RFI: secondo l’accusa avrebbero svolto l’attività in modo non adeguato”, così che il convoglio è finito su binari di servizio, non destinati al traffico ordinario, né in grado di sostenere l’Alta velocità.

Il Frecciarossa AV 9595, partito da Milano e diretto a Salerno, viaggiava a 230 km orari. Alle 5.34 nella cabina comandi, i due macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo, hanno ricevuto un fonogramma con il via libera: l’evento anomalo sulla loro tratta era stato sistemato. Sul posto erano precedentemente intervenuti 5 tecnici per lavorare sul deviatoio 05, lo scambio che gli inquirenti hanno trovato aperto verso un binario morto e che avrebbe provocato il deragliamento del Frecciarossa.

Gli elementi raccolti da testimoni diretti e da fonti investigative, nonché il fonogramma delle 4.45, fanno pensare infatti all’errore di un tecnico. Lo scambio incriminato, infatti, è stato oggetto nella notte precedente l’incidente di un intervento di manutenzione da parte di una squadra tecnica composta da cinque operai di Rete Ferroviaria italiana, inviata dal Posto di movimento di Livraga, non lontano da Ospedaletto. Lo scambio doveva essere chiuso nella posizione che consente di proseguire dritto, invece era aperto, e ha deviato il treno nel pieno della sua corsa sul binario secondario dove era in sosta il carrello giallo usato per la manutenzione da Rfi, l’ente che gestisce tutta l’infrastruttura ferroviaria. Gli operai, al momento dell’impatto, erano ancora nei paraggi. Ed è assai probabile – ma solo l’esame della scatola nera del Frecciarossa potrà accertarlo – che i sistemi di frenata siano entrati in funzione quando il treno è deragliato.

Ora l’inchiesta della Procura di Lodi dovrà fare luce sull’eventuale errore dei tecnici di RFI e se gli stessi operai avessero la necessaria formazione professionale per lavorare sulla linea.