“Cinque ore di lavoro di un volontario rispetto a 15 giorni di 70 uomini esperti, mi fanno sorgere dei dubbi oggettivi sui metodi adottati per le ricerche. La mia non vuole essere una polemica, ma la semplice considerazione di un marito e padre distrutto per la perdita della propria famiglia”. È lo sfogo, durissimo, di Daniele Mondello, papà di Gioele, il bambino di 4 anni scomparso lo scorso 3 agosto e di cui sono stati probabilmente ritrovati i resti ieri nelle campagne di Caronia.

Mercoledì infatti il procuratore di Patti Angelo Cavallo, al termine del sopralluogo durato oltre quattro ore, aveva spiegato ai giornalisti che i resti trovati sono “resti compatibili con un bambino di circa 3-4 anni (l’età di Gioele, ndr)”, mentre in precedenza fonti investigative chiarivano che “al 99%” si trattava dei resti del bambino, scomparso a seguito dell’incidente stradale aveva coinvolto l’auto guidata dalla madre Viviana Parisi, la dj 43 anni poi trovata morta.

A trovare i probabili resti di Gioele è stato un carabiniere in congedo di Capo d’Orlando, Giuseppe Di Bello, tra i volontari che hanno risposto all’appello di Mondello. “Nonostante il dramma che mi ha travolto – ha aggiunto il papà nel post su Facebook – trovo doveroso ringraziare quanti mi hanno aiutato. Dedico un ringraziamento particolare al signore che ha trovato mio figlio. Se non ci foste stati voi, chissa’ se e quando lo avremmo ritrovato. Viviana e Gioele vi ringraziano e io vi mando un abbraccio enorme, siete stati grandi!”.

Avatar photo