Scomparso martedì sera dal policlinico Gemelli, la famiglia lo stava cercando con l’aiuto di un numeroso gruppo di persone in tutta Roma, insieme alla polizia. Sabato pomeriggio però il corpo di Giovanni Manna, 73 anni, è stato trovato senza vita nel parco dell’Insugherata a nord di Roma. Gli agenti a bordo di un elicottero della polizia in volo per vigilare sulla manifestazione dei no green pass al Circo Massimo e anche l’ingresso dei tifosi all’Olimpico, hanno notato il cadavere.

Le indagini ora mirano a capire cosa sia successo in tutte queste ore e spiegare le cause della sua morte. Giovanni soffriva di Alzheimer e martedì la famiglia, lo ha accompagnato per accertamenti al Gemelli, ma stanco di aspettare ha deciso di scappare senza essere stato dimesso. Scomparendo nel nulla.

Dopo giorni di ricerche dall’alba al tramonto i familiari erano stremati: “Due giorni fa ho provato a chiamare il cellulare di mio padre all’ora di pranzo e incredibilmente ha squillato. Poi si è rispento. Ho avvertito subito la polizia, che mi ha segnalato qualche ora dopo che il telefono è stato accesso alle 13:57 e alle 15:00. Le celle agganciate erano vicino al parco dell’Insugherata: via Achille Mauri e via Rosa Gattorno”, in pieno quartiere Monte Mario.

“Ci siamo precipitati con una squadra di persone, cinque o sei macchine, l’elicottero della polizia, i trattori che battevano l’Insugherata. Chiaramente non sappiamo se era davvero mio padre, però ci fa sperare il fatto che non sia stata tolta la scheda Sim». La prima cosa che accade, di solito, quando un cellulare viene rubato”.

Una valanga di solidarietà ha travolto le zone limitrofe al parco dell’Insugherata: Monte Mario, Pineta Sacchetti e piazza Igea sono state invase dai volontari che dalle 10:00 di sabato mattina si sono riuniti per cercare Giovanni . A organizzare il raduno i tre figli dell’uomo Matteo, Nicola e Luca, che hanno subito diffuso l’appello sui loro canali social.

Matteo Manna, uno dei figli, ha provato a ricostruire lo svolgersi dei fatti: “Mio papà si è sentito male martedì sera intorno alle 18:30. Abbiamo chiamato l’ambulanza e lo abbiamo fatto portare al pronto soccorso, per sentirci più sicuri”.

“Mi hanno detto che non potevo andare con lui – continua –, che ci sarebbe stato da aspettare e che mi avrebbero avvisato quando lo avrei potuto raggiungere. Ho pregato di controllarlo perché a causa della sua malattia tende a voler scappare”.

Nell’attesa il figlio Matteo è andato a mangiare qualcosa con sua madre, ma mentre erano a cena hanno iniziato a ricevere le chiamate di Giovanni: “Diceva che voleva andare via, che era stufo di aspettare e che avrebbe preso l’autobus, quindi siamo corsi lì”, racconta ancora.

Forse per poco, ma non ce l’hanno fatta: “Il tempo di arrivare e lui se n’era andato”. Senza diagnosi, senza essere stato dimesso dall’ospedale. Erano circa le 21:30. Nessun aiuto per le ricerche dell’uomo da parte del Gemelli: “Dopo poche ore dalla scomparsa di mio padre sono cambiati i turni, quindi i dottori che erano presenti in quel momento sono andati via. Questa cosa avrà chiaramente un risvolto in un secondo momento, perché non è accettabile”, sottolinea il figlio di Giovanni.

Gianni Emili