Vestite da sera, scarpe in mano , belle e allegre dopo la serata appena trascorsa in discoteca. Sono apparse così Giulia e Alessia Pisanu, 16 e 15 anni, all’alba di domenica nella stazione di Riccione. Due sorelle, amiche per la pelle, arrivate in Riviera per trascorrere la serata nelle famose discoteche del posto il giorno prima da Castenaso, provincia di Bologna. Poi domenica mattina sono entrate nella stazione di Riccione e da lì avrebbero preso il treno per tornare a casa. In pochi istanti la tragedia: un treno ad alta velocità è passato diretto a Milano. Terribile lo schianto. Le due ragazze sono morte travolte. Cosa è successo e perché le ragazze fossero in prossimità dei binari resta un mistero che gli investigatori dovranno chiarire.

“Mancavano alcuni minuti alle sette e qui nel bar sono venute quelle due ragazze che hanno chiesto se ci fosse il bagno – ha raccontato la cassiera del bar al Corriere della Sera – Ma noi non l’abbiamo e allora le ho indirizzate alla toilette fuori dalla stazione. Poi ho sentito un gran urlo del mio titolare, ho alzato la testa e ho visto il Frecciarossa arrivare a tutta velocità… Ho visto ancora quelle due ragazze, una era seduta sui binari e l’altra è andata per prenderla. Poi è scoppiato tutto… è saltato tutto”.

Una scena drammatica con i resti sparsi ovunque. I due corpi sono stati identificati solo grazie ai rottami di un cellulare di una delle due. Nel pomeriggio il padre ha riconosciuto le figlie, le cui spoglie sono state portate all’obitorio di Riccione. Non è chiaro perché Giulia e Alessia si siano trovate sul binario 1 della stazione pochi istanti prima del transito del Frecciarossa (a tutta velocità perché non era prevista la fermata) il cui macchinista ha detto alla Polfer di averle viste distintamente, frenando e azionando fari e sirena.

Poi c’è la testimonianza di Stefano, 32enne che frequenta spesso la stazione riccionese nei weekend, che dice di avere assistito a tutta la scena. “Ho visto una ragazza seduta nei binari, e l’altra”, che si è poi rivelata essere la sorella, “che ha cercato di tirarla via”. Una versione che conferma quella riferita da altre persone presenti. Il testimone specifica che quella seduta in mezzo ai binari indossava “un vestito verde”, mentre l’altra era “vestita di nero”. Il treno arrivato a tutta velocità ha centrato entrambe. “Ho sentito un botto, un’esplosione, come se fosse una bomba”, racconta il giovane. “Sono stato male tutto il giorno”, “Vedere due corpi sparire così è veramente agghiacciante”.

Varie le ipotesi che si fanno largo per capire cosa sia successo. La prima è il tentato suicidio di una delle due. L’altra vedendo la scena avrebbe provato a salvarla. Altra supposizione è che una delle due, forse alticcia per la serata in discoteca, non si sia accorta di stare sopra le traversine. Le indagini da parte delle Forze dell’ordine riminesi proseguono, in particolare sui filmati delle telecamere alla ricerca di ulteriori particolari. Anche se, da quanto trapela, pare che le immagini utili riprendano solo il momento dello schianto. In corso ci sono anche l’autopsia e l’esame del dna disposti per chiarire lo stato psicofisico delle due ragazze.

Due comunità si stringono nel dolore. Castenaso, il paese del Bolognese dove vivevano Giulia e Alessia Pisano, e Senorbì, il centro del territorio del Sud Sardegna, da cui è emigrato il papà Vittorio. Alcuni amici e parenti hanno portato mazzi di fiori nella casa di Madonna di Castenaso (Bologna) dove vive la famiglia di Giulia e Alessia. “Abbiate rispetto di questo nostro momento”, ha detto ai giornalisti una donna, sul cancello della villetta tra gli alberi, nei pressi della chiesa della frazione. Il padre delle due giovanissime vittime è conosciuto nel paese, titolare di una ditta di traslochi.

Redazione