Il 2 maggio 2018 è stata presentata alla Camera la proposta di legge Zan ed altri, che prevede “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere“. La proposta dell’onorevole emiliano Alessandro Zan, in quota Partito Democratico, vuole introdurre l’aggravante per tutti quei reati che vengono compiuti con una matrice discriminatoria sul sesso della vittima in modo tale da creare un deterrente all’odio verso la comunità LGBT del Paese di cui cui si registrano molto spesso casi di cronaca più o meno tragici per i loro epiloghi.

In merito al dibattito che occupa maggiore spazio nelle cronache italiane degli ultimi mesi, la discussione sui social è altresì accesa con scontri a volte anche forti tra l’ala destra più conservatrice e l’ala sinistra che chiede a gran voce l’approvazione della legge. Che sia un dibattito pilotato per distoglierci dall’attenzione dei problemi reali oppure è un’esigenza di cui l’Italia ha bisogno?

Il data journalist Livio Varriale ha effettuato una ricerca mirata su quei contenuti presenti su Twitter che comprendono le parole zan, ddlzan, leggezan dal 2 maggio 2018, giorno della presentazione della proposta di legge, ad oggi e la risposta restituita è stata di 80.626 tweets che hanno generato 1.526.226 mi piace, 267.228 condivisioni, 31.524 citazioni e 115.060 commenti.

Trend

Un numero impressionante di gradimenti dall’una e dall’altra parte – spiega Varriale al Riformistama c’è da evidenziare una cosa fondamentale e precisamente che in tre anni solo adesso si parla di Legge Zan ed un po’ verso la fine dell’anno scorso. La mobilitazione sociale si è avuta grazie ad alcuni casi di cronaca poi culminati con il concerto della festa dei lavoratori con l’intervento di Fedez che ha acceso il confronto a seguito anche della fake news riguardante la censura da parte della RAI”.

Likes

Guardando la classifica dei portatori di like sulla proposta di legge Zan c’è l’avvocato Chaty La Torre che rappresenta l’icona della difesa dei diritti gender sul social del cinguettio. Al secondo posto il “padre” Alessandro Zan seguito dal profilo arcobaleno di Fabio e della parlamentare del PD Laura Boldrini. Al quinto posto Fedez e Vladimir Luxuria, prima parlamentare gender in Italia. Defilato nelle ultime posizioni Alessandro Gassmann, più incentrato sulle questioni vicine all’immigrazione, e più in alto un’altra parlamentare nota per le sue battaglie sui diritti civili che risponde al nome di Monica Cirinnà. All’opposizione, il ruolo di portavoce dei critici sul ddl zan è stato assegnato a Mario Adinolfi. “Cathy la Torre – spiega Varriale – ha twittato 55 volte contro le 16 dell’onorevole Zan e merita il ruolo di sensibilizzatrice sulla legge, diverso invece il ruolo di Fedez ad esempio una sola e due giorni prima del concerto dello scandalo, mentre Gassman solo due una il 4 aprile mentre una il 2 maggio nel mezzo della polemica. Laura Boldrini ha iniziato a twittare sul tema solo dal giorno 13 settembre 2020 dopo l’evento di cronaca della ragazza uccisa dal fratello perché amava un trans. E’ chiaro che anche in questo caso il mondo degli influencer si è mobilitato in ritardo con interventi divisivi e questo non gioca a favore di chi invece si batte dagli albori perché crede nell’approvazione della legge e prova a spiegarne tecnicamente le misure”.

Hashtags

A monopolizzare l’attenzione sugli hashtags utilizzati degli utenti c’è il ddlzan, ma a farla da padrone è stato Fedez con il suo intervento del primo maggio. Seguono la parola chiave omotransfobia e diverse declinazioni della legge zan e del caso Fedez. Solo un magro 1,7% è impegnato dagli oppositori. Lega e Salvini occupano uno spazio marginale sul tema insieme al leghista Pillon. Da notare la presenza della trasmissione televisiva Diritto e Rovescio dove gli utenti hanno ascoltato e potuto apprezzare l’endorsment della show girl Stefania Orlando.

Menzioni

I profili menzionati nella discussione rendono l’idea della dimensione dell’opinione pubblica. Compare la Destra per le critiche che Salvini, Pillon, Meloni, Lega, Borghi, il movimento Pro Vita e Famiglia e Adinolfi hanno ricevuto per la loro posizione contrastante al dispositivo di legge. Bersagliato anche l’anonimo social Andrea Ostellari, presidente commissione giustizia, perché ritenuto autore di un vero e proprio boicottaggio burocratico alla legge. Fedez scalza Zan al primo posto con un Calenda in classifica perché ha osato criticare il cantante nel bel mezzo della bufera social.

Esperto di social media, mi occupo da anni di costruzione di web tv e produzione di format