Come sono avvenute le pressioni dei dirigenti Rai e degli organizzatori del Concerto del Primo Maggio su Fedez? Lo evidenzia meglio l’audio di oltre 11 minuti che permettere di ascoltare l’intera telefonata tra il rapper e i funzionari avvenuta il 30 aprile, il giorno prima dell’evento in cui Fedez è salito sul palco dell’Auditorium di Roma dove ha tenuto un monologo sul ddl Zan, la legge sull’omotransfobia, attaccando duramente la Lega.

Come noto il rapper aveva accusato la Rai di censura prima di salire sul palco, tesi smentita dai vertici della tv di Stato: Fedez aveva diffuso una versione tagliata e montata della sua telefonata con alcuni dirigenti Rai e organizzatori del Concerto. Tre persone, identificate in Massimo Cinque, dirigente della società iCompany che ha organizzato il concerto, Massimo Bonelli, direttore artistico del concerto, e Ilaria Capitani, vice direttrice di Rai 3, chiedono al cantante di cambiare il suo intervento. In particolare viene reputato inopportuno per il contesto del Concerto, soprattutto nella parte in cui Fedez voleva elencare alcune dichiarazioni omofobe di esponenti della Lega senza la possibilità di replicare degli interessati.

Ma cosa c’è nell’audio, pubblicato da Domani e probabilmente ‘passato’ dalla stessa Rai, che aveva accusato Fedez di aver postato una telefonata tagliata e di non aver mai censurato il rapper? La parte più interessante è probabilmente quella con Massimo Cinque, dirigente della società iCompany che ha organizzato il concerto. Nella versione pubblicata dall’artista , Cinque parlava di un “sistema” a cui Fedez avrebbe dovuto adeguarsi. Nella telefonata integrale si comprende come il “sistema” non sia politico, bensì del contraddittorio: in pratica le persone citata da Fedez avrebbero dovuto potersi difendere. “Tutte le citazioni che lei fa con nomi e cognomi non possono essere citate, perché non c’è la controparte”, spiega all’artista Massimo Cinque.

Sempre Cinque è protagonista di un secondo passaggio di duro scambio col rapper. Secondo l’organizzatore del Concerto quelle citazioni potrebbero essere state dette “in contesti che non sono quelli che lei sta riferendo, e io questo non lo so”. Quindi parla ancora del “contesto” del Concerto, non adatto a interventi politici.

In tutta la telefonata Bonelli, Cinque e Capitani negano intenti di censura, ma ribadiscono che per una questione di “contesto” e “opportunità” non è il caso di citare gli esponenti leghisti per nome”.

Altro punto chiave della telefonata è l’intervento di Ilaria Capitani, vice direttrice di Rai 3. Ribadendo che non vi sia alcuna intenzione di censurare il discorso di Fedez, l’ex volto del Tg2 spiega che la Rai “fa un acquisto di diritto e ripresa” sull’evento e non è responsabile di cosa dice Fedez, ma ribadisce di ritenere “inopportuno il contesto”.

Nella telefonata emerge chiaramente la difficoltà dei tre interlocutori ad interagire con Fedez, ma soprattutto l’incoerenza in alcune frasi. Se da una parte la Capitani spiega infatti che la Rai, avendo appaltato l’evento ad una società esterna, non è responsabile di ciò che dice il rapper, dall’altra il direttore artistico pochi secondi dopo spiega di rispondere “a Rai e ai sindacati” che organizzano lo spettacolo.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.