Dopo tre anni e due mesi e la guerra civile in Sudan non accenna a fermarsi. Lo scontro più duro  adesso è nel Kordofan settentrionale dove i governativi del generale Abdel-Fattah al Burhan, insieme ad alcune milizie locali stanno cercando di difendere la capitale regionale El Obeid.

I ribelli delle Forze di Supporto Rapido hanno scatenato una pesante offensiva contro la città e nei giorni scorsi sono stati lanciati decine di droni che hanno colpito il mercato e alcune cisterne d’acqua, con l’obiettivo di lasciare senza acqua potabile la popolazione. Nessuno può infatti uscire da El Obeid e i paramilitari di Mohamed Hamdam Dagalo, detto Hameti, stanno ammassando truppe intorno alla città e posizionando mortai sulla alture vicine per bombardare.

Le RSF hanno anche fatto saltare in aria due ponti che collegano il Kordofan settentrionale con quello meridionale, per evitare che i governativi facciano arrivare aiuti alla città assediata. Al momento si contano 4 morti per i droni su El Obeid, ma le forze di Hemeti vogliono strappare il controllo di questo snodo fondamentale ai governativi e lo faranno massacrando i resistenti come accaduto per la conquista di El Fasher nel Darfur settentrionale.

Contemporaneamente le Forze di Supporto Rapido stanno colpendo ripetutamente la regione del Nilo Bianco, con l’obiettivo di aprirsi un corridoio per rifornire le truppe di stanza nel Darfur, il loro quartier generale. Le Forze armate sudanesi fanno fatica a controllare tutto il territorio e spesso si affidano a gruppi di miliziani locali che però combattono soltanto per conquistare piccole zone da amministrare personalmente.

Se El Obeid finirà sotto assedio come El Fasher si rischia l’ennesima catastrofe umanitaria e le Nazioni Unite hanno lanciato un appello alle RSF di evitare un’offensiva contro il centro urbano. Il Consiglio di Sicurezza ha invitato le parti in conflitto a garantire la protezione dei civili e a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario, richiamando gli impegni assunti nell’ambito della Dichiarazione di Gedda. Stando ai dati onusiani nell’assedio e nella conseguente conquista di El Fasher almeno 6000 civili sono stati trucidati e non erano presenti forze regolari governative che ancora più difficilmente accetterebbero una resa. Dall’inizio del conflitto sudanese si contano circa 200mila morti ed almeno 13 milioni di sfollati, fra interni ed esterni al paese, una delle più gravi catastrofi umanitarie della storia africana.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi