Il conflitto in Ucraina è arrivato al 109esimo giorno, con la situazione sul campo di battaglia che si fa sempre più logorante per le truppe di Kiev, impegnate in una guerra di posizione nel Donbass, per evitare che la Regione fisica in mano russa.

Conflitto che, hanno ammesso da Kiev, è costato all’Ucraina almeno 10mila soldati morti in questi primi cento giorni.

La vera svolta è arrivata però sul piano ‘diplomatico’. Ieri la visita a sorpresa della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Kiev, con la promessa a Volodymyr Zelensky di garantire all’Ucraina lo status di Paese candidato per l’Unione europea in una settimana. 

Ieri la Bild aveva inoltre anticipato che il cancelliere tedesco Olaf Scholz pianificando un viaggio congiunto a Kiev con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e con il presidente francese, Emmanuel Macron, prima del vertice del G7, che inizierà il 26 giugno.

Al contrario, vanno segnalato rapporti ‘incrinati’ tra Kiev e Washington, con un reciproco scambio d accuse tra Biden e Zelensky. “Il presidente ucraino non volle ascoltare i nostri avvertimenti, sapevo di avere informazioni solide per prevedere l’imminente aggressione di Putin”, ha detto il leader della Casa Bianca. Al vetriolo la replica di Zelensky, che ha ricordato come il Paese avesse chiesto “sanzioni preventive” contro Mosca: “Se avessimo iniziato a ricevere armi pesanti a gennaio, le cose sarebbero potute andare diversamente”.

La diretta

ORE 20:20 – SOLDATI UCRAINI RESPINGONO ATTACCO RUSSO VICINO SLOVIANSK – “Vicino a Sloviansk, i soldati ucraini hanno respinto con successo gli attacchi russi a Dovgenke, Mazanivka e Dolyna”.

Lo fa sapere lo Stato maggiore delle forze armate dell’Ucraina nell’informativa quotidiana sull’andamento dei combattimenti, che precisa che nell’area di Donetsk, “i principali sforzi del nemico si concentrano sulle direzioni Severodonetsk e Bakhmut”. “Il nemico sta cercando di superare la resistenza delle truppe ucraina, per stabilire il pieno controllo su Severodonetsk, dove i combattimenti continuano”, si legge nell’informativa diffusa dallo Stato maggiore.

ORE 19 – ERDOGAN VERSO COLLOQUI CON PUTIN E ZELENSKY SU QUESTIONE GRANO – Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato per la prossima settimana colloqui con i leader russo e ucraino, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, sulla questione dei corridoi per l’export di grano. Lo riportano i media turchi.

ORE 18:10 – FINLANDIA RIFIUTA ADESIONE ALLA NATO SENZA LA SVEZIA – La Finlandia rifiuterà l’adesione alla Nato senza la Svezia, nel caso i problemi di Stoccolma con la Turchia dovessero comportare il suo rinvio all’adesione. 

A sottolinearlo oggi il presidente finlandese Sauli Niinisto alla conferenza stampa con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. “Il caso della Svezia è anche nostro. Ciò significa che andiamo di pari passo”, ha affermato Niinisto.

ORE 17:05 – COMMISIONE ONU SU CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA IN VISITA A KIEV – La commissione internazionale indipendente dell’Onu che deve indagare sui crimini legati all’aggressione russa è in visita nei territori della regione di Kiev occupati a marzo. Lo annuncia su Telegram il governatore Oleksiy Kuleba, che insieme al capo della polizia nazionale della regione di Kiev Andriy Nebytov e all’investigatore capo della regione Viktor Luhov ha incontrato a Irpin gli esperti della commissione internazionale.

“Nella regione di Kiev – ricorda Kuleba – sono stati ritrovati i corpi di oltre 1.300 civili uccisi dagli occupanti russi. Una cifra che aumenta man mano che sgomberiamo le macerie delle case distrutte. E ogni volta vengono rivelati nuove atrocità commesse dai russi”. Il governatore ringrazia quindi “la comunità internazionale per il lavoro, perché è nostra responsabilità comune ritenere la Russia responsabile per ciò che ha fatto in Ucraina”.

ORE 16 – STOLTENBERG FIDUCIOSO SU INGRESSO NELLA NATO DI FINLANDIA E SVEZIA – Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, si è detto fiducioso sull’ingresso di Finlandia e Svezia nell’Alleanza, nonostante i “legittimi timori della Turchia” nei loro confronti e ha definito “cruciale” il prossimo vertice di Madrid del 29-30 giugno. “Il vertice di Madrid non è mai stato considerato l’ultima scadenza per completare la ratifica dell’ingresso di Finlandia e Svezia”, ha affermato Stoltenberg, in visita di lavoro a Helsinki, in una dichiarazione congiunta con il presidente del Paese, Sauli Niinisto. I timori della Turchia nei confronti dell’adesione di Helsinki e Stoccolma “devono essere presi sul serio” e il modo per superarli è “sedersi e parlare”, ha insistito il segretario generale della Nato.

ORE 15:35 – ATTIVATI DUE CORRIDOI TERRESTRI TRAMITE POLONIA E ROMANI A PER ESPORTARE GRANO –  L’Ucraina ha creato due corridoi terrestri attraverso la Polonia e la Romania per esportare grano ed evitare una crisi alimentare globale, anche se ‘colli di bottiglia’ rallentano la catena di approvvigionamento: lo ha detto il viceministro degli esteri di Kiev, Dmytro Senik. Il ministro, citato dal Guardian, ha ribadito che la sicurezza alimentare globale e’ a rischio perche’ l’invasione russa dell’Ucraina ha fermato le esportazioni di grano ucraino dal Mar Nero. L’Ucraina – ha detto – e’ anche in trattativa con gli stati baltici per aggiungere un terzo corridoio per le esportazioni alimentari, ha aggiunto Senik

ORE 15:10 – EX MILITARE BRITANNICO UCCISO NEI COMBATTIMENTI A SEVERODONETSK – Un ex soldato britannico è morto combattendo contro le Forze russe a Severodonetsk, in Ucraina. Lo ha annunciato la sua stessa famiglia, come riporta Sky News. Jordan Gatley aveva lasciato l’esercito britannico a marzo ed era volato in Ucraina per schierarsi a fianco delle truppe di Kiev. Il padre dell’ex militare, Dean Gatley, ha scritto su Facebook di aver ricevuto la notizia il 10 giugno. Gatley, secondo quanto riferito dal genitore, non solo combatteva ma “col suo team” addestrava anche le forze ucraine.

ORE 14:05 – FILORUSSI DI LUGANK NON HANNO IN PROGRAMMA ASSALTO ALL’IMPIANTO AZOT – Le milizie della Repubblica popolare di Lugansk “non hanno in programma di prendere d’assalto l’impianto chimico Azot a Severodonetsk”, dove rimangono trincerati truppe e civili ucraini. Lo ha dichiarato una fonte nell’amministrazione della repubblica separatista del Donbass. “Non ci sono piani per prendere d’assalto lo stabilimento Azot. L’impianto e’ sotto assedio. I soldati ucraini rimasti li’ i’ dovranno arrendersi”, ha detto la fonte.

ORE 13:40 – “ENTRO OGGI SPIAGGIA DI MARIUPOL COMPLETAMENTE BONIFICATA” – La spiaggia di Mariuopl, la cittù nel Sud dell’Ucraina, sarà completamente bonificata dalle mine entro la fine della giornata di oggi e sarà garantita la sicurezza della navigazione in prossimita’ del porto. Lo ha annunciato un rappresenta del ministero della Difesa russo, durante una visita in città di un gruppo di giornalisti, come riporta la Tv dell’esercito russo, Zvezda.

ORE 12:35 – RUSSI HANNO DISTRUTTO DUE DEI 3 PONTI CHE PORTANO A SEVERODONETSK – Le forze russe hanno gia’ distrutto due dei tre ponti che portano a Severodonetsk. Lo annuncia il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk, Sergiy Gaidai, secondo quanto riportano le agenzie ucraine.

“I russi hanno distrutto nella notte il secondo ponte che porta al centro regionale, in questo momento stanno bombardando l’ultimo terzo cavalcavia della città: stanno facendo tutto per tagliare Severodonetsk. I prossimi due o tre i giorni saranno significativi e non escludiamo attacchi in altre direzioni, ovvero la rotta Lysychansk-Bakhmut, di cui stanno cercando di prendere il controllo”, ha aggiunto Gaidai.

ORE 11:50 – ZELENSKY: “INGRESSO NELL’UE RAFFORZERA’ L’INTERA UNIONE” – Volodymyr Zelensky, nel suo consueto videomessaggio della notte, ha espresso la speranza che il suo paese ottenga lo status di candidato all’Ue.

La fase finale di una “grande maratona diplomatica” è iniziata, ha detto: “In questa maratona siamo davvero insieme all’Unione europea, in una squadra, e questa squadra deve vincere. Sono convinto che questa decisione possa rafforzare non solo il nostro Stato, ma anche l’intera Unione europea”.

ORE 11:15 – VON DER LEYEN IN POLONIA: “UE ATTESA A DECISIONE STORICA SULL’UCRAINA” – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito che gli Stati membri sono chiamati a una “decisione storica” sull’opportunità di concedere all’Ucraina lo status di candidato all’Ue. “Spero che tra 20 anni, guardando indietro, potremo dire di aver fatto la cosa giusta”, ha detto von der Leyen al ritorno in Polonia dopo aver visitato Kiev.

ORE 10:50 – MISSILI RUSSI SU TERNOPIL, NELL’OVEST DELL’UCRAINA: 22 PERSONE FERITE – Un missile lanciato dalle forze russe ha colpito la regione occidentale ucraina di Ternopil: 22 persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino di 12 anni. Lo ha fatto sapere il capo dell’amministrazione regionale, Volodymyr Trush, secondo Ukrainska Pravda. Nessuna persona è in pericolo di vita. Trush ha aggiunto che il missile ha colpito una conduttura di gas, che è stata subito disattivata.

ORE 9 – KIEV ASSICURA DI CONTROLLARE IMPIANTO AZOT DI SEVERODONETSK – Serhiy Haidai, il governatore della regione di Lugansk, ha assicurato su Telegram che l’Ucraina mantiene tuttora il controllo dell’impianto chimico Azot a Severdonetsk, dove ci sarebbero centinaia di civili.

Rodion Miroshnik, che rappresenta le autorità di occupazione russe a Lugansk, ha sostenuto sabato che i civili hanno cominciato a lasciare lo stabilimento e aggiunto che quelli che rimangono sono “ostaggi”. Nei rifugi antiaerei sotterranei dell’impianto, ci sarebbero circa 200 dipendenti dello stabilimento e 800 civili.

ORE 8:15 – PER KIEV ASSALTO RUSSO A SEVERODONETSK CONTINUA “SENZA SUCCESSO” – Secondo lo Stato maggiore dell’esercito ucraino, l’assalto russo contro Severodonetsk continua “senza successo”, sottolineando che i soldati ucraini hanno anche respinto l’esercito di Mosca vicino a Vrubivka, Mykolaiv e Vassylivka.

ORE 7:30 – LA CINA SU MOSCA: “PARTNER IMPORTANTE, NON UN ALLEATO” – Sempre intervenendo al al vertice sulla sicurezza dello Shangri-La Dialogue di Singapore, il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe ha escluso che il rapporto del gigante asiatico con la Russia sia una “alleanza”, definendo invece Mosca “partner importante”. 

“Il rapporto tra Cina e Russia si sta sviluppando lungo la strada giusta. È un partner importante, non un alleato, e il nostro rapporto, che continuerà a crescere, non è diretto contro terzi”, ha detto Wei.

ORE 5 – PER GLI STATI UNITI LUGANSK IN MANO RUSSA IN POCHE SETTIMANE – Sono previsioni a tinte fosche quelle che arrivano dagli Stati Uniti sull’andamento del conflitto in Ucraina. 

Un funzionario della Difesa americana, citato dal Washington Post, evidenzia che la Russia dovrebbe prendere  il controllo dell’intera regione del Lugansk entro poche settimane. Le città di Severodonetsk e Lysychansk sono già sotto forte pressione e la regione potrebbero cadere sotto il peso delle forze russe in una settimana, riferisce il funzionario Usa.

ORE 4 – CINA: “MAI DATO SUPPORTO MATERIALE ALLA RUSSIA” – Parlando al vertice sulla sicurezza dello Shangri-La Dialogue di Singapore, il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe ha sottolineato che Pechino non ha mai fornito alcun supporto materiale alla Russia nella guerra contro l’Ucraina. 

Un conflitto o una guerra “sono l’ultima cosa che la Cina vorrebbe vedere in Ucraina. Allo stesso tempo, non crediamo che la massima pressione o sanzioni possano risolvere il problema”, ha detto Wei, bocciando ancora una volta l’efficacia delle sanzioni.

ORE 3 – ZELENSKY ANNUNCIA: “STIAMO LIBERANDO REGIONE KHERSON” – “Le truppe ucraine stanno gradualmente liberando il territorio della regione di Kherson”. L’annuncio arriva dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sottolinea in un suo videomessaggio che “il villaggio di Tavriis’ke è stato aggiunto all’elenco degli insediamenti restituiti al nostro Stato” mentre “c’è un un certo progresso anche nella regione di Zaporizhzhia”.

ORE 2 – ZELENSKY: “DONBASS TIENE DURO, OCCUPANTI SI PENTIRANNO” – “Ricordate come la Russia sperava di conquistare l’intero 

Donbas all’inizio di maggio? Siamo al 108esimo giorno di guerra, a giugno. Il Donbas tiene duro”. Queste le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video messaggio postato sul suo profilo Facebook aggiungendo che “dobbiamo fare di tutto per far pentire gli occupanti di aver fatto tutto questo e renderli responsabili di ogni omicidio e di ogni colpo inferto all’Ucraina”.

Redazione