Meghan Markle lo ha raccontato al New York Times: lo scorso luglio ha sofferto un aborto spontaneo. Una rivelazione, ha aggiunto, condivisa per esprimere il proprio dolore su un argomento che è ancora un tabù. “Perdere un figlio significa portare un dolore quasi insopportabile, vissuto da molti ma di cui parlano in pochi – ha scritto l’ex attrice americana e moglie del duca Harry – Nel dolore della nostra perdita, io e mio marito abbiamo scoperto che su 100 donne, da 10 a 20 potrebbero avere un aborto spontaneo. Eppure, nonostante la sconcertante comunanza di questo dolore, questo argomento rimane un tabù”, ha spiegato ancora nell’articolo la duchessa del Sussex, 39 anni, ex attrice, madre di Archie, un anno e sei mesi, primogenito avuto con il marito Harry.

IL RACCONTO – “Era una mattina di luglio come le altre – racconta Markle – preparare la colazione, dar da mangiare al cane, prendere le vitamine, trovare quel calzino mancante, raccogliere il pastello rotolato sotto il tavolo, legare i miei capelli prima di tirare fuori mio figlio dalla culla. Dopo aver cambiato il pannolino al mio primogenito, ho sentito un crampo acuto e sono caduta a terra con lui tra le braccia, sussurrando una ninna nanna per restare entrambi calmi, la canzoncina allegra in netto contrasto con la mia sensazione che qualcosa non stesse andando bene”, ha scritto la duchessa.

“Sapevo, stringendo il mio primo figlio, che stavo perdendo il secondo”, ha confessato Markle, che abbatte un ulteriore tabù. La famiglia reale britannica si è infatti da sempre contraddistinta per mantenere il massimo riserbo sulle questioni più intime. D’altronde l’ex attrice con il marito hanno da preso la clamorosa decisione, comunicata all’inizio del 2020, di abbandonare la royal family e di trasferirsi a Los Angeles, in favore di una maggiore autonomia. La coppia ha rinunciato al Sovereign Grant e al trattamento di Altezza Reale, pur non perdendolo. Un passaggio della lettera è dedicato al Black Lives Matter, con riferimento in particolare al caso di George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla polizia lo scorso maggio a Minneapolis, in Minnesota. Markle ha origini afroamericane. La gran parte della lettera è tuttavia dedicata alla rivelazione dell’aborto.

La condizione di chi subisce un dolore del genere è riconducibile solo a un sentimento, spiega ancora: la solitudine. “Ci sentiamo soli”, ha scritto la duchessa. E ricorda un aneddoto della sua gioventù: “Quando ero poco più che un’adolescente, sfrecciavo in un taxi per le vie di Manhattan. Fuori dal finestrino, vidi una donna al telefono che piangeva. Era sul marciapiede e viveva un momento molto privato in pubblico. La città per me era nuova e chiesi all’autista del taxi se dovevamo fermarci per chiederle se andava tutto bene. Lui mi disse che i newyorkesi vivono la loro vita personale in spazi pubblici: ‘Amiamo in città, piangiamo per strada, le nostre emozioni e le nostre storie lì perché tutti le vedano’, ricordo mi disse. ‘Non preoccuparti, qualcuno all’angolo le chiederà se sta bene’. Oggi – continua Markle – io penso a quella donna a New York. E se nessuno si fosse fermato? E se nessuno l’avesse vista soffrire? E se nessuno l’avesse aiutata? Vorrei poter tornare indietro e chiedere al tassista di accostare. Questo, mi rendo conto, è il pericolo di vivere in isolamento, dove i momenti tristi li viviamo da soli. Non c’è nessuno che si fermi per chiedere: ‘Stai bene?’”

Antonio Lamorte