Lo scaffale
I 100 libri del Novecento italiano secondo Giovanni Tesio
A volo d’uccello su un secolo di letteratura italiana: una bella impresa quella cui si è dedicato Giovanni Tesio, già docente di letteratura e scrittore, con questo “Cento per cento – Cento titoli per cento anni di letteratura” (Lindau). Si tratta di una rassegna veloce di cento opere italiane, dunque un viaggio nel mare dei romanzi del nostro Novecento. E davvero, leggendo scheda dopo scheda, c’è da stropicciarsi gli occhi per la quantità, oltreché ovviamente per la qualità, della nostra narrativa.
Nella introduzione Tesio precisa le ragioni e i criteri che hanno determinato la scelta non facile che ha comportato non pochi sacrifici di titoli e autori. Questo suo impegno di scrivere un libro sui libri realizza in pieno il voler offrire un sobrio quadro di informazioni e di indicazioni biografiche e bibliografiche, che aiutino a inquadrare un tempo, un autore, un valore. Non sarà stato semplice. Ciascuno troverà qualche omissione: ed è del tutto legittimo. Ma non si potrà dire che nell’insieme qui non ci sia la sostanza della letteratura italiana del secolo scorso.
Da Italo Svevo con “Senilità” (1898) a Giuseppe Pontiggia di “Nati due volte” (2000) si passa in rassegna – poco più di una pagina per opera – la lunga strada costellata di Pirandello, Moravia, Pavese, Morante, Gadda, Levi, Calvino, Pasolini fino agli autori degli anni più vicini. Ne esce una mappa che tra gli altri meriti ha quello di riportare alla luce scrittori oggi dimenticati (qualche nome, Francesco Jovine, Gianna Manzini, forse anche Paolo Volponi o Vasco Pratolini: lo si legge ancora, lo scrittore fiorentino?); il che aiuta la comprensione della complessa vicenda letteraria italiana.
Non è un gioco, questo libro. È un catalogo certo soggettivo ma preciso, utilissimo per chi vuole accostarsi alle pietre miliari per la prima volta o rinfrescarsi la memoria di romanzi già letti. Giovanni Tesio ha scritto un libro godibilissimo, per tutti. Un bell’omaggio alla letteratura italiana del “secolo breve”.
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