Mama Africa
L'emergenza
La crisi alimentare che sta mettendo in ginocchio la Somalia: due milioni di persone in fame d’emergenza ‘grazie’ a stagione piogge e Medio Oriente
La Somalia si ritrova ancora una volta in una difficilissima situazione con una delle peggiori crisi alimentari degli ultimi anni. La stagione delle piogge nel Corno d’Africa è fallita ancora una volta e decine di migliaia di persone si sono ritrovate senza la possibilità di coltivare o di abbeverare le greggi che stanno rapidamente morendo.
Stando ai dati diffusi dal World Food Programme oltre due milioni di persone si trovano attualmente in condizioni di fame d’emergenza (fase 4 della classificazione Ipc), un dato che è il doppio rispetto a quello dello scorso anno, a testimonianza di un rapido deterioramento della situazione. Il problema maggiore oggi sembra essere anche la distribuzione degli aiuti alimentari che a malapena riescono a raggiungere mezzo milione di persone, lasciando circa il 70% del totale senza nessun tipo di sostegno.
L’agenzia delle Nazioni Unite ha lanciato un allarme per un immediato aumento dei finanziamenti perché manca davvero tutto per un popolazione che è già allo stremo. Mogadiscio sta affrontando da anni anche una delle più gravi crisi di malnutrizione al mondo con 2 milioni di bambini che non mangiano in maniera sufficiente. Ci sono zone interne della Somalia con quasi il 50% dei bambini che presentano forme di malnutrizione acuta e che stanno rapidamente peggiorando.
Dall’inizio dello stagione secca, cominciata alcune settimane fa, la situazione è addirittura peggiorata e intere zone di pascolo sono totalmente scomparse lasciando una landa desolata di terra brulla e improduttiva. Il Corno d’Africa sta anche subendo il contraccolpo economico della guerra in Medio Oriente con l’aumento incontrollato dei prezzi dell’energia e le difficoltà di movimento che hanno bloccato ogni forma di aiuto. La Somalia ha una quasi totale dipendenza dalle importazioni per la sua sopravvivenza, ma il potere d’acquisto delle famiglia ha visto un tracollo nell’ultimo anno e le ultime statistiche parlano del 60% della popolazione che non riesce più nemmeno ad acquistare i cosiddetti generi di prima necessità. In una situazione del genere un terzo del paese rimane a rischio di attacchi dei fondamentalisti islamici di al Qaeda, localmente noti come al Shabaab, che controllano diverse province nell’interno e che arrivano a colpire indisturbati anche la capitale.
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