“Eravamo a un Covid-party”, ha detto di essersi sentita rispondere Meghan DeBolt, la direttrice dell’assessorato alla sanità della contea di Walla Walla, nello stato di Washington. DeBolt è stata tra i primi a lanciare l’allarme: negli Stati Uniti si starebbe diffondendo il fenomeno dei cosiddetti Covid-Party. Le autorità della contea hanno anche emanato un comunicato sulla questione. “I funzionari sanitari della contea di Walla Walla stanno ricevendo segnalazioni di Covid-party che si verificano nella nostra comunità, nei quali persone non infette si mescolano con una persona infetta nel tentativo di catturare il virus “, si legge nella nota di stampa diffusa martedì scorso e alla cui base ci sarebbe il tracciamento degli spostamenti dei presunti partecipanti a tali assembramenti. “I funzionari sanitari sottolineano che non sappiamo molto sul Covid – continua il comunicato – Gli epidemiologi non sanno se l’immunità è una cosa certa, se è possibile la reinfezione o se [il] virus potrebbe continuare a vivere all’interno dell’organismo. Sanno che anche i giovani possono essere ricoverati in ospedale, che i sopravvissuti possono subire danni a lungo termine e che anche un caso ‘lieve’ non è da considerarsi lieve”.

Non è la prima volta che si verifica un fenomeno del genere negli USA. In passato si erano diffusi “chickenpox-party”, le cosiddette “feste della varicella” – verificatesi anche in Italia – dove i genitori portavano i bambini per metterli in contatto con altri bambini che avevano contratto la malattia. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle malattie, l’ente federale che si occupa della salute pubblica negli Stati Uniti, avevano avvertito già in quel caso della pericolosità di quelle riunioni. E comunque la varicella è un virus ampiamente più conosciuto rispetto al nuovo e aggressivo coronavirus, verso il quale ancora è da chiarire se e in che modo e in quali condizioni si possa sviluppare un’immunità post-malattia. Già a metà marzo dei casi di Covid-party erano stati denunciati nello stato del Kentucky. Il governatore Andy Beshear aveva lanciato un appello, ripreso dal Washington Post, a “non essere così insensibile da partecipare a queste occasioni ed esporsi a qualcosa che può uccidere altre persone”.

Meghan De Bolt ha lanciato a sua volta un appello, ricordando l’importanza di mantenere il distanziamento sociale e di rispettare l’applicazione di tutte le misure di prevenzione possibili per prevenire il contagio. E quindi di usare il buon senso per affrontare la pandemia. “I Covid-party – ha dichiarato al The Walla Walla Union-Bulletin – non sono parte della soluzione. La musica dal vivo non è parte della soluzione. Per favore aiutateci a riaprire la nostra comunità e la nostra economia”. Secondo i giornali il fenomeno si sta diffondendo soprattutto nello stato di Washington, che fu proprio il focolaio iniziale dell’epidemia che ha reso gli Stati Uniti il Paese più colpito al mondo con 1 milione e oltre 256mila contagiati e 75.760 morti. Nella contea di Walla Walla i numeri della Johns Hopkins Univeersity riportano 97 positivi. A ispirare i cosiddetti Covid-party le patenti di immunità ipotizzate dalle autorità in diversi Paesi del mondo che potrebbero certificare la negatività al virus e quindi un ritorno al lavoro e agli spostamenti più rapidi.

I funzionari sanitari della contea a sud dello Stato di Washington hanno tuttavia fatto sapere, secondo quanto scritto dal New York Times, che il fenomeno non sarebbe così allarmante come descritto precedentemente. E che si tratterebbe di incontri meno pericolosi e più “innocenti”. L’assessorato alla Salute sta analizzando e investigando sulla questione.

Redazione