Il caso di Roberto Straccia è ancora aperto. È quello che sostiene la famiglia, e quello che hanno fatto ipotizzare a molti delle intercettazioni, una delle quali è stata resa nota soltanto recentemente alla famiglia. Sulla tragedia del ragazzo è stata fissata una nuova udienza a gennaio dalla Procura di Campobasso. Degli aspetti possono portare a definire il caso come un cold case. “Quattro Procure non sono riuscite ad archiviare il caso sulla sparizione e morte di mio figlio Roberto. La verità viene fuori a puntate, come fosse un film. Un film che deve finire, – ha dichiarato Mario Straccia, il papà del giovane, lo scorso novembre – A gennaio è prevista una nuova udienza a Campobasso, nella speranza di dare una risposta al dolore di una famiglia”.

Straccia aveva 24 anni. Era scomparso misteriosamente il 14 dicembre del 2011. Stava facendo jogging sul Lungomare di Pescara. Il cadavere venne ritrovato sul litorale di Bari, nei pressi di Massaro a Palese, il 7 gennaio 2012. La prima ipotesi avanzata fu quella del suicidio. La famiglia non si è però mai persuasa di questa pista. Il padre del ragazzo ha sempre sostenuto che il figlio fu vittima di un omicidio di mafia. Scambiato per un’altra persona: per il parente di un boss che viveva a Pescara. Il caso era stato archiviato nel 2013 dalla Cassazione come suicidio o comunque morte accidentale non legata a un evento violento. Respinto il ricorso presso la Corte di Cassazione della famiglia Straccia.

Le Procure interessate, alle quali faceva riferimento il padre del 24enne, erano quelle di Pescara, Bari, L’Aquila e Campobasso. Nuove indagini vennero concesse dal gip nel 2019 per le intercettazioni di un pentito di ‘Ndrangheta. La famiglia ne è venuta a conoscenza solo nell’estate scorsa nonostante fossero già nel fascicolo dell’indagine. L’intercettazione che potrebbe riaprire il caso, e della quale si occuperà anche la trasmissione Chi l’ha visto? su Rai3, è quella di una telefonata tra due donne legate a un collaboratore di Giustizia, Eugenio Ferrazzo. Il 30 dicembre del 2011 – quindi prima del ritrovamento del corpo – la compagna incontra Ferrazzo nel carcere dov’è detenuto l’uomo, a Chieti. Viene intercettata mentre riferisce alla sorella di Ferrazzo dei timori che l’uomo nutre sull’incolumità della sua famiglia. Chi ascolta avrebbe percepito, riporta TgCom, un presunto uno scambio di persona con Roberto Straccia, che potrebbe essere stato sequestrato prima dell’omicidio.

“Dopo aver sporto querela per poter ottenere l’intercettazione risalente al 19 marzo 2013, quando la stessa era parte delle prime indagini finite con l’archiviazione del caso, ne siamo venuti a conoscenza solo a luglio scorso”, ha spiegato il papà di Roberto Straccia il mese scorso a Il Resto del Carlino. “Quante volte lo abbiamo detto, come avrebbe potuto, il corpo di Roberto, essere ritrovato integro a Bari dopo 24 giorni in mare? Come si può annegare con una scarsa quantità di acqua nei polmoni? Perché sono spariti i tabulati telefonici, la sabbia che gli fu rinvenuta addosso il giorno del ritrovamento? Perché dopo dieci anni vengo a sapere che mio figlio è stato tenuto prigioniero per giorni mentre l’Italia intera parlava di lui ed è morto, quando poteva essere salvato? Eppure mi fu annunciato il rischio di imputazione per mancata fiducia nelle ricerche scientifiche a sostegno delle indagini. Cosa c’è di scientifico in questo?”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.