Si dice che lo Scirocco sia figlio dell’Angelo, sia proprio nato nel lunedì dell’Angelo, venuto al mondo con un carico di sabbia del Sahara che superato il Mediterraneo, mischiata alla pioggia, si sia depositata sull’Europa. Un Angelo beffardo che ogni tanto diventa cattivo e carica nell’aria tutta l’umidità dell’Africa per allagare il continente Antico. Il vento passa le frontiere, fregandosene di leggi e passaporti, cattivo come solo i buoni sanno essere. E Papa Bergoglio lo sa quanto è nel bene che s’insidia il male e da pastore ai suoi arringa perché non costruiscano muri, non serrino per sempre i cancelli delle carceri e parteggino per la vita. La signora Valeria ha un viso angelico, si spoglia di un cappotto rosso che appare morbido: è venuta in parrocchia, la chiesa di San Giovanni in Laterano, a Milano, Comune e prete hanno organizzato un incontro con le forze dell’ordine sulle truffe agli anziani. La signora si siede e dice che ormai è tardi “sti negher ci hanno invaso”. I poliziotti per un’ora spiegano: i raggiri per rubare in casa ai vecchi li fanno gli italiani, servono lingua e presentabilità.

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E dopo un’ora Valeria si rimette il cappotto e conferma, «ormai è tardi, i negher sono troppi». Nella provincia profonda di Milano, c’è una famigliola stretta intorno a due fidanzati: padre e madre di lei, madre e padre di lui, nonno di lui e nonna di lei. chiacchierano. Case, posti, lavoro. Il resoconto di una vita facile. Una cena gioiosa. Per secondo prendono tutti la costoletta di vitello alla milanese. Le donne, in un moto di finezza, cedono l’osso da spolpare con le mani agli uomini e il ragazzo, mentre sbrana attacca un monologo su una nave con i migranti che vorrebbe attraccare a Lampedusa: comandasse lui, l’affonderebbe a cannonate. La fidanzata puntella il ragionamento del suo uomo con dei “sì”, dei “certo”, e il parentato lo osserva con devozione. La ragazza che li serve è impassibile e il suo accento straniero è sottile, quasi non si afferra.  Teresa è progressista, atea, toglie tempo alla sua professione di architetto: va nei campi rom del sud-est di Milano, fra Bonfadini e San Dionigi, bazzica da volontaria San Vittore per assistere i familiari dei detenuti, ma da quando, a ottobre, la Corte Costituzionale ha tolto il condizionamento della collaborazione per i permessi premio agli ergastolani, non perde occasione di mostrare, con sofferenza, il proprio disappunto: per certi reati no, il carcere non deve finire mai.  Nel dare una mano, li evita i parenti degli ergastolani ostativi. Papa Francesco lo sa bene quanto il male si insidia nel bene, per questo arringa i suoi. Il bene e il male possiedono in misura maggiore o minore a seconda delle condizioni che una società riesce a creare, è sempre stato così e la speranza è che sempre ai medioevi siano succeduti i Rinascimenti e in tempo di guerra si sa che i peggiori sono le persone normali che senza la inibizione di una Legge scatenano il peggio di loro stessi, non è un mistero che i più truci durante i conflitti mondiali fossero gli impiegati. E il male non è banale, non sta nell’ignoranza e nella povertà. Il male è un senso di disgusto, un malessere fisico, che azzanna col sorriso chi non può difendersi.