Le recenti norme anticovid e le raccomandazioni del ministro per la salute Roberto Speranza hanno generato molta attenzione da parte degli italiani. Venerdì sera a Vinovo, alle porte di Torino un uomo ha segnalato ai carabinieri lo svolgimento di una festa nell’appartamento accanto al suo. “Venite, il mio vicino ha più di 6 persone in casa”, ha denunciato al telefono. Quando sono arrivati i militari hanno appurato però che in casa c’erano solo 6 persone e tutte con la mascherina.

Il dpcm firmato nella notte del 13 ottobre ha infatti portato alcune restrizioni e raccomandazioni. Tra cui quelle che riguardano le feste private in casa: “È fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi” in numero “superiore a 6”, si legge nel documento. Una raccomandazione, non una legge. La raccomandazione è di usare anche in questi casi la mascherina, “un’indicazione prudenziale a usare i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private, allorché si sia in presenza di persone non conviventi”.

Dunque il solerte cittadino ha segnalato un non-reato. Quello che invece è vietato (almeno fino al prossimo dpcm e fino a metà novembre) è la possibilità di fare feste “conseguenti alle cerimonie civili o religiose, con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Tra le cerimonie civili vanno sicuramente ascritte, a titolo esemplificativo, i matrimoni e le unioni civili, mentre le cerimonie religiose comprendono, sempre a titolo di esempio, quelle contemplate dalle confessioni religiose”.