Il nuovo Dpcm è stato varato dal governo Conte senza il totale accordo col Cts, il Comitato tecnico scientifico. È quanto emerge dal parere dei tecnici coordinati da Agostino Miozzo e trasmesso all’esecutivo prima della firma del nuovo Dpcm a notte inoltrata.

Per il Cts infatti non c’è alcuna “evidenza scientifica” che la limitazione del numero di invitati a feste e banchetti possa servire a limitare i contagi, hanno sottolineato i tecnici nella nota pubblicata dal Corriere della Sera. Il Comitato tecnico scientifico si è quindi limitato a “prendere atto” della scelta pur non condividendola, come tra l’altro già accaduto per l’aumento previsto della capienza al 15% nei palazzetti dello sport, avanzando al contrario una ulteriore stretta sugli sport di contatto.

Su una delle vicende più spinose per il governo, la raccomandazione sul massimo di 6 ospiti in casa, che inizialmente era stata proposta dal ministro Roberto Speranza come un vero e proprio obbligo (con tanto di invito alla delazione da parte dei vicini), il Cts scrive che pur “condividendo il principio ispiratore improntato alla massima precauzione connesso alla limitazione degli assembramenti nei luoghi chiusi”, rimarca “l’assoluta assenza di evidenze scientifiche”, limitandosi quindi a “prendere atto del numero indicato dallo schema del Dpcm”.