Alla fine è arrivata l’auspicata marcia indietro. Le Sardine non terranno la ‘festa’ per il primo compleanno dalla nascita in piazza Maggiore a Bologna, una scelta che aveva generato un vespaio di polemiche per quello che sembrava a tutti gli effetti “un gesto da irresponsabili”, come lo aveva definito anche la capogruppo del M5S in Regione Emilia Romagna, Silvia Piccinini.

Un annullamento frutto, sulla carta, dall’ordinanza del sindaco di Bologna Virginio Merola che vieta manifestazioni ed eventi nel centro storico per non creare assembramenti e che ha quindi spinto le Sardina ad annullare “la raccolta fisica delle lettere in Piazza Maggiore. La salute pubblica non è un bene negoziabile, il rispetto delle regole neanche”, si legge in una nota del movimento ‘guidato’ da Mattia Santori.

“Un altro bene non negoziabile – sottolineano le Sardine – è la comunità e la sua coesione. Per questo, mantenendo intatta la volontà di celebrare un momento di incontro attraverso le parole, rimane valido l’invito a scrivere lettere, condividendo pensieri, preoccupazioni e speranze. Per lasciare traccia e creare un legame, esattamente come un anno fa”.  “Raccontateci i vostri pensieri, in questo momento dove in tanti sono soli, fisicamente e psicologicamente – chiedono agli italiani le Sardine -. Ci impegniamo a prenderci cura delle storie che chiunque vorrà donare e trasformare le parole di tutti in un progetto creativo da rivivere insieme”.

Nell’annunciare la manifestazione, poi saltata, le Sardine avevano evidenziato il ritorno in piazza “perché possiamo andarci e invitiamo tutti i bolognesi sabato alle 10 di mattina a venire in piazza Maggiore, a condividere, a leggere, a scambiare una lettera e tutti quelli che vorranno partecipare in altre parti d’Italia troverete altre piazze, riceverete altri inviti, e ci sarà una casella postale – aveva scritto il ‘leader’ Mattia Santori in un messaggio rivolto agli attivisti -. Se non possiamo stare insieme fisicamente, non possiamo accontentarci di stare insieme digitalmente. Ovviamente rispettando tutte le distanze e quello che sappiamo che non dobbiamo fare”.