Le Sardine, il movimento ‘dal basso’ nato a Bologna nel novembre dello scorso anno come reazione al salvinismo e per fermare l’avanzata della Lega in Emilia Romagna, tornano in piazza nel capoluogo a un anno dalla loro esplosione mediatica.

“Torneremo in piazza Maggiore perché possiamo andarci e invitiamo tutti i bolognesi sabato alle 10 di mattina a venire in piazza Maggiore, a condividere, a leggere, a scambiare una lettera e tutti quelli che vorranno partecipare in altre parti d’Italia troverete altre piazze, riceverete altri inviti, e ci sarà una casella postale – ha scritto il ‘leader’ Mattia Santori in un messaggio rivolto agli attivisti -. Se non possiamo stare insieme fisicamente, non possiamo accontentarci di stare insieme digitalmente. Ovviamente rispettando tutte le distanze e quello che sappiamo che non dobbiamo fare”.

Una scelta che fa storcere il naso a molti. Se al momento non sono vietate le manifestazioni statiche in strada, il buonsenso avrebbe dovuto suggerire a Santori e compagni ad evitare di festeggiare in piazza il primo anno del movimento. Una scelta probabilmente fuori luogo in tempi come questi, con quattro regioni in zona rossa (ma non l’Emilia Romagna), 590mila persone attualmente positive al Coronavirus e oltre 42mila decessi.

A far notare la scelta senza senso è anche la capogruppo del M5S in Regione Emilia Romagna, Silvia Piccinini: “un momento così delicato come quello che stiamo vivendo e davanti alla prospettiva concreta di nuove chiusure per cercare di limitare l’avanzata dei contagi, la festa di compleanno delle sardine in piazza Maggiore è da considerarsi assolutamente fuori luogo. Si tratta di un gesto da irresponsabili, non ci sono altre parole per definirla”.