Un’infermiera del Pronto Soccorso del Cardarelli stava normalmente svolgendo il suo lavoro al triage secondo tutte le procedure anticovid quando un gruppo di quattro persone l’hanno aggredita picchiandola per 15 lunghissimi minuti. La sua ‘colpa’? Aver detto al paziente arrivato in condizioni non critiche e ai suoi familiari di attendere il loro turno. A denunciarlo la pagina di “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

“Quattro energumeni dopo averla inginocchiata, hanno sferrato pugni, calci, strappato capelli e tentato di cavarle un occhio. Sono stati attacchi ripetuti, continui, inarrestabili, violenti, feroci e soprattutto (forse) premeditati – denuncia la pagina di Nessuno Tocchi Ippocrate – Tutto questo, sembra , sia successo per non aver voluto attendere la registrazione della paziente al triage e le procedure dettate dai protocolli covid”.

“È stata una violenza inaudita, perpetuata per circa 15 minuti con un solo obiettivo: vendicarsi per una semplice attesa di un paziente stabile, unicamente agitato. I colleghi hanno tentato di salvarla strappandola dalle grinfie degli aggressori ma solo l’intervento delle forze dell’ordine ha ristabilito la calma. Dieci giorni di prognosi per la donna”, continua la pagina dei medici.

La notizia del calo dei contagi ha paradossalmente riempito nuovamente le sale d’attesa dei pronto soccorso e il Cardarelli non è da meno. Mentre la paura di contrarre il virus aveva dissuaso tanti dal recarsi in ospedale soprattutto per motivi futili, negli ultimi giorni si è tornati alla normalità del viavai di persone. Con una differenza sostanziale: la rabbia e lo stress da pandemia ha reso molte persone ancora più nervose e inclini a puntare il dito contro i medici. Nella giornata di ieri non è stata l’unica aggressione che i sanitari hanno subito. Già intorno alle 19.30 i sanitari erano stati aggrediti dalla famiglia di una giovane paziente affetta da crisi epilettiche. Poi intorno alle 20 un’altra giovane paziente è arrivata nel Pronto Soccorso scortata dai familiari.

Alcuni testimoni raccontano che il gruppo di parenti ha iniziato a inveire contro l’infermiera che stava svolgendo le operazioni di triage. Volevano che la ragazza fosse subito accettata e curata sebbene le sue condizioni fossero stabili. Con gentilezza l’infermiera li ha più volte invitati alla calma ma la reazione dei quattro energumeni è stata impietosa. Calci, pugni e insulti si sono abbattuti contro la donna che stava solo facendo il suo lavoro con precisione.

“Quanto avvenuto stanotte è di una gravità inaudita. Un episodio inqualificabile che non può e non deve restare impunito”. Lo dichiara in una nota la Direzione strategica dell’Azienda ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli in merito all’aggressione subita la scorsa notte da un’infermiera. “Alla nostra infermiera e alla sua famiglia va la solidarietà dell’intera Azienda ospedaliera. Siamo pronti a costituirci parte civile e decisi a fare quanto in nostro potere per far sì che gli autori di questa violenza siano individuati e perseguiti. La sicurezza dei nostri operatori è da sempre una priorità assoluta, un obiettivo che perseguiamo tramite il servizio di vigilanza provata, ma anche di concerto con le forze dell’ordine”, conclude la nota.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.