Incidente stradale per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’auto sulla quale viaggiava ieri sera, diretta a Kiev dopo la visita a Izyum, città sottratta da pochi giorni ai russi, si è scontrata con un altro mezzo. Il presidente ucraino non è rimasto ferito gravemente fa sapere il portavoce presidenziale Serhii Nykyforov, in un post su Facebook.

Nykyforov ha spiegato che l’auto di Zelensky si è scontrata con un veicolo privato, ma non ha specificato quando l’incidente è avvenuto. “Il presidente è stato visitato da un medico: non sono state riportate ferite gravi“, ha detto il portavoce aggiungendo che “le circostanze dell’incidente verranno accertate dalle forze dell’ordine”. “I medici che accompagnano il capo dello Stato hanno prestato soccorso all’autista dell’auto privata e lo hanno messo su un’ambulanza”, ha detto infine Nykyforov. Pochi minuti dopo la dichiarazione del portavoce di Zelensky, l’ufficio del presidente ucraino ha diffuso il video del discorso serale che il leader pronuncia ogni giorno.

Nel pomeriggio Zelensky era stato in visita a Izyum, città nell’Oblast di Kharkiv liberata da pochi giorni dopo settimane sotto il controllo dei russi. “Sempre le stesse violenze, le case distrutte, i civili uccisi…” ha sottolineato il presidente ucraino facendo riferimento alla brutalità dell’esercito di Vladimir Putin. Nella cittadina di Balakliya – ha poi denunciato – c’è una camera delle torture con graffiti disperati sui muri. E’ il caso della preghiera del Padre Nostro ritrovata incisa su una parete della ‘camera delle torture’ scoperta a Balakliya. “La Russia deve essere ritenuta responsabile di questo palese genocidio”, ha invocato il ministero della Difesa ucraina.

Zelenskya Izyum ha salutato i soldati e li ha ringraziati per i loro sforzi nel riconquistare l’area, mentre la bandiera ucraina è stata issata davanti all’edificio del municipio danneggiato dalle fiamme. “La vista è molto scioccante, ma non è scioccante per me -ha detto Zelensky -. Perché abbiamo visto le stesse immagini a Bucha, nei primi territori liberati. Gli stessi edifici distrutti, le stesse persone uccise”.

Poi un messaggio ai cittadini Zelensky della Crimea occupata: “Torneremo. Non so quando, ma questa è la nostra terra”. Una rassicurazione che fa affidamento sulla controffensiva ucraina, capace di avanzare anche nella regione di Kharkiv, dove molte truppe russe hanno attraversato il confine per tornare in patria.

 

 

Redazione