Tagliare i consumi di elettricità attorno al 10 per cento nelle ore di picco, per 3-4 ore al giorno, lasciando ai singoli Stati membri la scelta delle fasce orarie. È questo il piano ideato dalla Commissione europea, ancora non approvato ma anticipato nella giornata di lunedì, con cui si vuole obbligare i Paesi membri a risparmiare i consumi elettrici per fare fronte alla crisi energetica creata dal combinato disposto della speculazione internazionale e della guerra in Ucraina, con la ritorsione russa contro Bruxelles.

La bozza, un pacchetto di misure che la Commissione dovrebbe approvare a Strasburgo per poi essere illustrata domani durante il discorso della presidente Ursula von der Leyen all’Europarlamento, non contiene invece alcun riferimento al price cap chiesto da tempo dal presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, ostracizzato in particolare da Olanda, Germania e Norvegia. Anche perché l’intesa originaria riguardava solo le forniture di metano da Mosca, ma dalla Russia ormai di prodotto ne arriva a singhiozzo.

La misura più forte, anche per l’impatto che avrà sul cittadino comune, è sicuramente quella del taglio dei consumi nelle ore di picco, generalmente individuate dalle 18 in poi, anche se gli Stati avranno un margine di discrezionalità.

Come dovrebbero avvenire però i controlli sul ‘territorio’, per impedire di sforare i consumi? Una possibilità prevede l’utilizzo degli smart metering, i contatori intelligenti installati in gran parte delle abitazioni private, che consentono la telelettura e la telegestione dei contatori di energia elettrica, acqua e gas, potendo ridurre l’erogazione dell’energia agendo sulla potenza dell’elettricità erogata.

L’effetto finale sarebbe quello di una stretta sugli elettrodomestici. Nella vita di tutti i giorni diventerebbe complicato utilizzarne due particolarmente ‘energivori’ in contemporanea, come lavatrice e lavastoviglie. Repubblica oggi spiega quali sono i consumi di quelli più comuni nelle case degli italiani: il condizionatore ha un consumo medio di 425 kWh l’anno e un costo medio di 120 euro; il frigorifero ha un consumo medio di 305 kWh l’anno e un costo di 80 euro; il phon ha un consumo medio di 290 kWh l’anno e un costo di 75 euro; la lavatrice e il forno a microonde hanno un consumo medio di 240 kWh l’anno e un costo di 63 euro; la lavastoviglie ha un consumo medio di 240 kWh l’anno e un costo di 63 euro.

Se il piano della Commissione sembra in dirittura d’arrivo, dubbi arrivano su come gestire il taglio dei consumi. Per il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha espresso “dubbi dal punto di vista tecnico” sull’ipotesi di agire sui contatori digitali per limitare la potenza elettrica perché “non tutti i cittadini europei ne hanno uno”. Il ministro ha auspicato invece una “moral suasion sull’uso delle elettricità nelle fasce corrette e su un corretto uso degli elettrodomestici è ragionevole. Ma credo che questo lo facciano già i cittadini”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.