Prolungata per altri 45 giorni la custodia cautelare di Patrick George Zaki, lo studente egiziano di 29 anni dell’Università di Bologna arrestato a inizio febbraio 2020 a Il Cairo con l’accusa di propaganda sovversiva. Accuse a dir poco controverse, prive di riscontri per gli avvocati. “Come ogni volta”, il commento della legale dello studente, Hoda Nasrallah, recatasi stamane il Procura al Cairo per apprendere l’esito dell’udienza che si è tenuta ieri.

Gli attivisti che curano la pagina social “Patrick Libero” hanno fatto sapere che non è stata permessa la partecipazione all’udienza di rappresentanti delle ambasciate e dell’avvocato dell’Unione Europea. È stato impedito loro di entrare in aula. La detenzione nel carcere di Tora del 29enne viene rinnovata di 45 giorni in 45 giorni ormai da oltre un anno. Oltre 480 giorni.

“Non sappiamo perché la detenzione di Patrick sia stata rinnovata, e non sappiamo perché ai/alle rappresentanti delle ambasciate sia stato impedito di assistere all’udienza. Come al solito, non siamo a conoscenza di nulla. Tutto quello che sappiamo è che Patrick rimarrà in detenzione preventiva e che compirà 30 anni in una cella tra due settimane, lontano dalle persone a lui care. Ma, nonostante tutto, continuiamo a sperare e ad augurarci che la situazione cambi e che da un momento all’altro riavremo Patrick tra noi”.


IL CASO – Zaki è stato arrestato lo scorso 7 febbraio. Le accuse sono di istigazione al terrorismo per alcuni post su Facebook. Il caso ha spinto Amnesty International a parlare di “accanimento giudiziario” e a chiedere “un’azione diplomatica” italiana “molto forte” sull’Egitto. I post incriminati sarebbero una decina. Tra i reati contestati anche la “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”. Per i capi dei quali Zaky è accusato, lo studente rischia 25 anni di carcere. I legali dello studente 29enne insistono su un aspetto: i post sarebbero stati pubblicati da un account quasi omonimo ma diverso dal suo.

A inizio aprile è stata respinta la richiesta degli avvocati di cambiare i giudici che decidono sulla custodia cautelare. Le condizioni del ragazzo, sia psicologiche che fisiche, vanno sempre peggiorando. Dorme a terra nell’affollato carcere nei pressi della Capitale egiziana. “Purtroppo, quando la sua ragazza ha cercato di confortarlo dicendogli che si spera che tutto questo finisca presto, lui ha fatto una risata sarcastica e sconsolata. Le ha detto che sta cercando di adattarsi alla vita in prigione, un segnale che indica che ha perso la speranza di essere presto libero e sta rimanendo forte per coloro che ama”, facevano sapere gli attivisti. Lo scorso 7 febbraio, a un anno dall’arresto, è stata organizzata una campagna di sensibilizzazione in Italia , una giornata di solidarietà. Al governo è stato lanciato l’appello per conferire al 29enne la cittadinanza italiana e quindi agire con maggior forza a livello diplomatico.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.