Sale a 95 morti il bilancio delle vittime del ciclone Amphan che ha colpito l’India Orientale e il Bangladesh. Le vittime sono 72 in India e 23 in Bangladesh; centinaia di migliaia le case distrutte. Sarebbero circa 3 milioni le persone sfollate a causa dell’emergenza. Venti a 200 chilometri orari e piogge torrenziali si sono abbattuti sui paesi spazzando via perfino alcuni ponti.

Tra le città più colpite Calcutta, capitale dello stato indiano del Bengala Occidentale, dove un blackout ha lasciato senza corrente migliaia di persone e dove anche l’aeroporto è stato dichiarato inagibile. Attivati centinaia di rifugi per proteggere le persone: secondo i dati della protezione civile indiana sarebbero circa 450mila le persone al momento nelle strutture di assistenza, 300 mila nel Bengala occidentale e altre 150 mila nell’Odisha, stato dell’India orientale.

Il ciclone ha intanto perso di intensità, come riportato dal dipartimento di meteoreologia indiano. La perturbazione, declassata come “marcata depressione”, si dirige ora verso il nord. Il primo ministro di Nuova Delhi, Narendra Modi, ha condotto un tour aereo sulle zone colpite del Bengala Occidentale e sul vicino Stato di Odisha per verificare i danni, che al momento non sono calcolabili.

”Garantisco ai miei fratelli e alle mie sorelle del Bengala occidentale che l’intero Paese è dalla vostra parte in questi momenti difficili. Il governo centrale invierà una squadra per condurre un rapporto dettagliato sui danni causati dal ciclone Amphan e sulla situazione attuale delle zone colpite. Affronteremo tutti gli aspetti relativi alla ricostruzione. Vogliamo tutti che il Bengala occidentale si riprenda”, ha dichiarato Modi.

A preoccupare è anche la contemporanea emergenza da coronavirus. Buona parte della popolazione teme più il covid-19 che il ciclone: motivo per cui molti avrebbero rifiutato l’evacuazione per evitare assembramenti nei rifugi. Secondo dati della Johns Hopkins Univrsity sono 119.419 i contagiati in India, 3.599 i morti. 30.205 morti 432

Redazione