È partito poco dopo le 10 il corteo del centrodestra a Roma, in piazza del Popolo, diretto verso via del Corso. Una manifestazione che ha visto l’opposizione a ranghi compatti con in testa ad un enorme striscione tricolore da 500 metri Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani.

Quello che doveva essere un flash mob silenzioso nel giorno della festa della Repubblica si è trasformato presto in una manifestazione di protesta pura, tra slogan, insulti e l’impossiblità di sostenere il distanziamento tra i manifestanti, circa 400 persone. Tra le urla “Libertà, libertà” e gli insulti al premier Giuseppe Conte, mandato ‘a quel paese’, decine e decine di persone hanno assediato in particolare Meloni e Salvini.

Quest’ultimo ha ricordato che questa è “una giornata di ascolto, memoria e di passaggio visto che domani finalmente cadranno i muri tra Regioni”, intervenendo in collegamento con la trasmissione Agorà su Rai3. “Vogliamo raccogliere le proposte degli italiani dimenticati e che vogliono rialzarsi e portarle nel Palazzo”, ha aggiunto Salvini, che ha spiegato di essere in piazza “soprattutto a nome degli italiani dimenticati”.

“Chiediamo al governo di ascoltare questa piazza. Fuori le marchette, fuori le poltrone. Le risorse vadano ad aiutare le imprese a non chiudere e a chi rischia di sprofondare nella povertà”, ha detto invece la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Per Antonio Tajani, vice presidente di Forza Italia, alla base della manifestazione non c’è “intento divisivo, vogliamo fare proposte concrete per dimostrare ai tanti italiani in difficoltà che non sono soli. Questo è lo spirito con cui noi di Forza Italia vogliamo dare una testimonianza qui”. Per Tajani “serve una grande strategia per il Paese e deve essere costruita in Parlamento da tutte le forze politiche, ascoltando il mondo della grande industria, dei piccoli e medi imprenditori, artigiani, commercianti agricoltori, liberi professionisti e partita Iva. Serve far ripartire l’Italia. Lo dobbiamo fare con grande impegno”.

Tajani e la Meloni hanno quindi lasciato la piazza poco dopo le 11, dopo aver incontrato la stampa. Salvini invece si è fermato ancora a lungo con cronisti e sostenitori, che si sono messi letteralmente in fila alla ricerca di un selfie con il leader della Lega.