Con un messaggio inviato ai Prefetti d’Italia, il presidente Sergio Mattarella ha dato il via questa mattina alle celebrazioni per la Festa della Repubblica. Nella missiva il presidente ricorda come “le dimensioni e la gravità della crisi, l’impatto che essa ha avuto su ogni aspetto della vita quotidiana, il dolore che ha pervaso le comunità colpite, hanno richiesto a tutti uno sforzo straordinario, anche sul piano emotivo. L’eccezionalità della situazione ha determinato difficoltà mai sperimentate nella storia della Repubblica, ponendo a tutti i livelli di governo una continua domanda di unità, responsabilità e coesione”.

Mattarella ha quindi ricordato come “la ricorrenza del 2 giugno coincide quest’anno con un momento particolarmente difficile per il Paese, che si avvia alla ripresa dopo la fase più drammatica dell’emergenza sanitaria da Covid-19”. Dal Quirinale viene sottolineata l’importanza del ruolo delle prefetture e delle istituzioni locali, che con “uno sforzo straordinario” hanno fronteggiato la crisi in cui è sprofondato il Paese e “l’impatto che essa ha avuto su ogni aspetto della vita quotidiana e il dolore che ha pervaso le comunità colpite dalla perdita improvvisa di tante persone care”.

Il presidente della Repubblica si è quindi recato all’Altare della Patria per depositare da cerimonia una corona d’alloro al milite ignoto, alla presenza di un imponente picchetto d’onore e la presenza, a differenza della celebrazione dello scorso 25 Aprile, di tutti i vertici istituzionali. Ad accogliere Mattarella, il presidente del consiglio Giuseppe Conte, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, i presidenti della Camera e del Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati, la presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, anche il sorvolo delle Frecce Tricolori.

Nessuna parata invece lungo i fori imperiali, per evitare pericolosi assembramenti. Mattarella è atteso poi alle 11:30 a Codogno, città simbolo della pandemia di Covid-19, lì dove lo scorso 20 febbraio ebbe inizio l’emergenza in Italia.

LA VISITA A CODOGNO – Il presidente della Repubblica è quindi giunto a Codogno, lì dove è emerso il primo caso ufficiale di Coronavirus in Italia nella notte tra il 20 e il 21 febbraio scorso. L’arrivo di Mattarella è stato accolto dall’applauso dei cittadini del comune del Lodigiano e dai “grazie” delle persone che hanno riempito la piazza principale della città per riuscire ad incontrare il presidente.

Alla presenza del sindaco Francesco Passerini, presidente della Provincia di Lodi, del governatore lombardo Attilio Fontana e del prefetto Marcello Cardona, Mattarella ha tenuto un breve discorso in Municipio. Dopo aver incontrato nel cortile interno i sindaci della zona rossa del Lodigiano e alcuni rappresentanti dei volontari, Mattarella ha ringraziato tutti per l’impegno profuso nei mesi di emergenza: “Da Codogno, dove è iniziato il nostro percorso di sofferenza, vogliamo ribadire i valori della Costituzione, ricordando nuovamente i tanti nostri concittadini morti per il coronavirus e rinnovando grande solidarietà ai loro familiari e alle loro comunità”.

Il presidente ha ricordato che “questo è tempo di un impegno che non lascia spazio a polemiche e distinzioni. Tutti siamo chiamati a lavorare per il Paese, facendo appieno il nostro dovere, ognuno per la sua”. Mattarella ha poi sottolineato che “nella casa comunale di Codogno oggi – come poche ore fa a Roma all’Altare della Patria, è presente l’Italia della solidarietà, della civiltà, del coraggio. In una continuità ideale in cui celebriamo ciò che tiene unito il nostro Paese: la sua forza morale. Da qui vogliamo ripartire. Con la più grande speranza per il futuro”.

Il Capo dello Stato, dopo l’incontro in Municipio, si è quindi spostato verso il cimitero di Codogno dove ha ripetuto il gesto compiuto questa mattina all’Altare della Patria, deponendo una corona d’alloro in ricordo delle vittime.