«Come Intesa Sanpaolo siamo pronti a mettere la nostra forza a disposizione di questo Paese, siamo in grado di garantire 50 miliardi per investimenti nella green economy sui 150 miliardi possibili in Italia, secondo le stime nell’ambito dei mille miliardi complessivi del green new deal europeo». Lo ha dichiarato il CEO e Consigliere delegato dell’istituto, Carlo Messina, nel suo intervento di apertura della giornata dedicata alla presentazione dei progetti della banca in tema di sostenibilità.

L’evento, intitolato “Intesa Sanpaolo, motore per lo sviluppo sostenibile e inclusivo” ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente di Blackrock, Rob Kapito, oltre che dei vertici al completo della stessa Intesa Sanpaolo. «L’Italia è un Paese forte, forse uno dei più forti in Europa, in termini di solidità e stabilità, con dei fondamentali veramente notevoli. Abbiamo aziende con un altissimo potenziale di stabilità e con una forte propensione all’export e abbiamo la forza delle famiglie, senza paragoni in Europa per capacità di risparmio», ha aggiunto Messina. «Quello che è importante è accelerare gli investimenti. Se si trovasse un filone che riporta aziende a investire questo contribuirebbe alla crescita complessiva del Paese».

Il Gruppo, ha ribadito il CEO, può quindi mettere a disposizione «50 miliardi incrementali oltre a quelli che normalmente garantiamo» e ha ricordato che la Banca, «è la cassaforte degli italiani, custodendo 1 trilione di euro di risparmi, e con 400 miliardi finanzia un terzo del Pil del Paese». «Se c’è un forte investimento in questo Paese sulla green economy e sulla volontà di accelerare noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte in modo decisivo come al solito», ha concluso. Da sempre il Gruppo si impegna in filantropia, cultura, accesso al credito, ambiente, ma con il loro inserimento tra gli obiettivi del Piano di Impresa 2018-2021, questi temi stanno permeando sempre più il modus operandi della Banca in modo trasversale e a ogni livello. Alla base la convinzione, più volte espressa dal CEO, che la crescita economica del Paese, e di conseguenza della sua principale Banca, passi attraverso la riduzione delle disuguaglianze e uno “sviluppo sostenibile e inclusivo”.

Nella giornata sono state presentate due nuove iniziative per l’accesso al credito rivolte alle madri lavoratrici e alle persone che hanno difficoltà a raggiungere la pensione, con un focus sui giovani e sulla cultura. Sono infatti 15 mila i giovani che negli anni hanno ottenuto finanziamenti da Intesa Sanpaolo per i propri studi universitari, destinati ad aumentare grazie al prestito senza garanzie “per Merito” avviato a fine febbraio 2019. Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ha aggiunto: «Crediamo che tutte le imprese, ma in particolare le banche, debbano farsi carico dei problemi della società». «Non c’è sviluppo che sia degno di questo nome se la società non risolve i problemi più gravi e in questo momento il problema più grave è la disuguaglianza», ha sottolineato Gros-Pietro, evidenziando che «Intesa Sanpaolo è impegnata con determinazione a favorire lo sviluppo sostenibile e inclusivo. Con la nostra dichiarazione non finanziaria – ha concluso – diamo un quadro accurato e verificabile delle nostre attività in direzione della sostenibilità e dell’inclusione.

Esse sono parte integrante del nostro piano di impresa». Le iniziative messe in campo in chiave sostenibilità hanno consentito alla Banca di ricevere diversi riconoscimenti, tra cui l’inclusione in numerosi indici di sostenibilità, come i Dow Jones Sustainability (World e Europe) e la “Climate Change A List 2019” del Carbon Disclosure Project, che include le 126 aziende mondiali leader per l’impegno nella lotta al cambiamento climatico e per la strategia in favore dell’ambiente. Secondo la classifica 2020 di Corporate Knights, società di ricerca e di rating canadese specializzata in sostenibilità, presentata pochi giorni fa a Davos Intesa Sanpaolo si è posizionata al 39° posto tra 7.500 società quotate ed è l’unica banca italiana inclusa nella Top 100 delle società più sostenibili al mondo. D’altronde anche gli investitori e il mondo della finanza si sono resi conto che il rischio climatico è, oggi, sinonimo di rischio di investimento. In questi giorni da Davos emerge chiaramente la richiesta di nuovo modello di leadership più responsabile che deve essere finalizzato a migliorare l’impatto sociale e ambientale del proprio business e focalizzato su solide performance organizzative.