“Con l’aiuto di Dio, soldati del Califfato hanno colpito con un ordigno un veicolo blindato con a bordo esponenti della coalizione internazionale crociata ed esponenti dell’antiterrorismo peshmerga nella zona di Kifri, causando la sua distruzione e ferendo quattro crociati e quattro apostati”. E’ quanto annuncia l’Isis in una nota diffusa dall’agenzia di propaganda Amaq, rivendicando l’attentato avvenuto domenica mattina in Iraq che ha coinvolto anche cinque militari italiani.

“L’Isis ha appena rivendicato l’attentato in Iraq contro i nostri cinque militari, ai quali mando nuovamente un abbraccio e la vicinanza di tutto il governo. Ebbene, giovedì sarò a Washington proprio per la riunione della coalizione anti Isis. Il messaggio che porterò sarà molto chiaro: l’Italia non indietreggia e mai indietreggerà di un centimetro di fronte alla minaccia terroristica. Lo Stato italiano reagirà con tutta la sua forza di fronte a chi semina terrore e colpisce persone innocenti, tra cui donne e bambini”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

CHI SONO I 5 MILITARI – Non sono in pericolo di vita i cinque militari italiani vittime dell’attentato mentre rientravano alla base nel Kurdistan iracheno al termine di un’attività di mentoring and training a beneficio delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta al Daesh. I nomi dei militari coinvolti sono Marco Pisani, Paolo Piseddu, Andrea Quarto, Emanuele Valenza, Michele Tedesco.

Per due di loro, secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti dello Stato Maggiore della Difesa, è stato necessario ricorrere ad amputazione a causa delle gravi ferite riportate. A un militare dell’Esercito è stata amputata la gamba sopra al ginocchio, mentre un militare della Marina ha subìto l’amputazione di parte del piede.  Un terzo militare ha riportato diversi traumi interni con alcuni versamenti e qualche costola rotta, ma le sue condizioni sono stabili. Un quarto militare dell’Esercito ha subito traumi importanti ma meno rilevanti degli altri e le sue condizioni non destano preoccupazione. Un quinto, infine, militare della Marina, ha riportato nell’attacco diverse fratture ed è sottoposto a trattamento proprio perché i medici stanno provando a evitare rischi di amputazione.

BOLLETTINO MEDICO – A Circo Massimo, su Radio Capital, il contrammiraglio Fabio Agostini, capo del dipartimento pubblica informazione e comunicazione dello Stato maggiore della difesa, ha fornito aggiornamenti sulle condizioni dei militari: “Hanno trascorso una notte serena, le loro condizioni sono stabili rispetto alle prime indicazioni della serata di ieri. Questo induce a un cauto ottimismo, nessuno di loro è in pericolo di vita ma le condizioni rimangono critiche. Questa mattina due di loro verranno sottoposti a ulteriori controlli, accertamenti ed eventualmente a interventi chirurgici per verificare le condizioni dopo le cure di ieri. Purtroppo un militare dell’Esercito ha subito l’amputazione della gamba sopra il ginocchio, un militare della Marina ha subito l’amputazione di parte del piede. Si teme per un terzo militare che ha fratture molto importanti agli arti inferiori. Un quarto militare ha delle lesioni interne, con emorragie, ieri sera è stato messo sotto controllo e stamattina dovrebbe subire un ulteriore intervento. Un quinto militare ha subito traumi importanti ma è in condizioni migliori dei suoi colleghi”. A proposito dell’attività dei militari italiani in Iraq, il contrammiraglio Agostini spiega che “i nostri militari sono impegnati costantemente nell’attività di addestramento e formazione delle forze di sicurezza irachene e curde. Ieri seguivano un’attività sul territorio sviluppata dai peshmerga curdi – seguire le truppe durante le attività operative fa parte del piano di addestramento. L’attività operativa per altro è andata a buon fine perché ha permesso di individuare materiali e rifugi di Daesh. Nel ritorno verso la base il nostro team è stato oggetto di un’esplosione, presumibilmente di un ordigno rudimentale”.