La notizia tanto attesa è arrivata. Dopo un conflitto arrivato ormai all’undicesimo giorno, con 227 morti nella Striscia di Gaza (tra cui 65 bambini e 39 donne) e 12 in Israele, arriva la tregua tra lo Stato ebraico e  Hamas, il gruppo politico-militare che controlla il lembo di terra ‘casa’ dei palestinesi.

Le forti pressioni internazionali, a partire da quelle del presidente americano Joe Biden, hanno avuto un risultato concreto: il gabinetto di sicurezza israeliano, riunitosi per circa tre ore, ha votato all’unanimità per il cessate fuoco. Notizia poi confermata dall’ufficio del premier Netanyahu, in un comunicato nel quale si afferma che i ministri hanno concordato “di accettare l’iniziativa egiziana per un cessate il fuoco reciproco senza condizioni”.

Una mossa arrivata dopo la presentazione ai ministri israeliani, da parte dell’esercito, degli vi militari raggiunti durante l’operazione ‘Guardiano delle Mura’, alcuni di questi “senza precedenti”.

Un cessate il fuoco confermato dalla controparte palestinese, Hamas, che ha definito l’accordo “simultaneo e reciproco”. Il cessate il fuoco entrare in vigore dalle 2 del mattino di venerdì, l’una di notte in Italia.

L’accordo è commentato positivamente dal ministro degli Esteri palestinese Riad Al-Malki, che dal Palazzo di Vetro dell’Onu all’ufficialità della notizia ha spiegato: “È un bene che il popolo palestinese, gli oltre 2 milioni di loro a Gaza, potranno dormire stanotte sapendo che domani avranno un clima migliore. Ma non è abbastanza, non è affatto abbastanza“.

L’ipotesi di uno stop al conflitto era stata rilanciata questa mattina dal Wall Street Journal citando fonti vicine ai negoziati, secondo le quali i mediatori egiziani avevano compiuto “progressi nei colloqui con i leader di Hamas”. Il giornale economico statunitense scriveva infatti che Israele aveva “ammesso” di essere vicino al raggiungimento dei suoi obiettivi militari e che un cessate il fuoco poteva essere “imminente, possibilmente entro 24 ore”, secondo quanto confermato anche da fonti vicine ad Hamas alla Cnn.

Nella notte era arrivato l’ulteriore pressing americano, col confronto tra il segretario di Stato americano Antony Blinken e l’omologo israeliano Gabi Ashkenazi in cui il ‘ministro degli Ester’ Usa aveva ribadito di aspettarsi “una de-escalation sulla strada per un cessate il fuoco”.

Conferme arrivate anche su Twitter, dove Blinken aveva spiegato di aver discusso al telefono degli “sforzi per mettere fine alla violenza in Israele, Cisgiordania e Gaza, che ha causato la perdita di vite di civili israeliani e palestinesi, compresi bambini”.

Redazione