È stato “il giorno più bello di sempre” per Jeff Bezos. E c’è da credere al fondatore di Amazon, da anni tra gli uomini più ricchi del mondo, che oggi ha portato a termine la sua missione spaziale. Missione compiuta. La capsula New Shepard della compagnia privata Blue Origin è atterrata come da programma sul suolo del deserto texano dopo il suo primo volo suborbitale, oltre il confine dell’atmosfera, con equipaggio. Un successo che sta facendo il giro del mondo.

L’equipaggio: lo stesso Jeff Bezos, il fratello Mark, l’82enne Wally Funk e il 18enne Oliver Daemen. Tutti usciti dalla capsula sorridenti. I tre paracaduti si sono aperti correttamente. Il volo è durato in tutto 11 minuti. Il patron di Blue Origin e fondatore di Amazon ha salutato con il pollice alzato, dall’oblo della capsula, il team accorso per il recupero dell’equipaggio. È stato il primo a uccise dalla navicella, cappello texano in testa, pronta una bottiglia di champagne.

Il volo ha raggiunto 100 chilometri di altezza e quindi la microgravità, la stessa mancanza di peso che provano gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Quindi oltre la linea di Kármán che rappresenta il confine tra l’atmosfera terrestre e lo spazio esterno. Una condizione che è durata tre minuti circa. Solo qualche giorno fa, in una corsa sul tempo per lo spazio, l’imprenditore inglese Richard Branson, fondatore della Virgin, aveva compiuto la stessa impresa. “Ben fatto Blue Origin, Jeff Bezos, Mark, Wally e Oliver – si è complimentato Branson – Complimenti da tutta la squadra Virgin Galactic”. Era stato più discusso tuttavia il volo del 13 luglio: proprio Blue Origin aveva fatto notare che il viaggio di Virgin Galactic non ha raggiunto neanche i 100 chilometri sul livello del mare, e quindi non la cosiddetta Linea di Kàrmàn. L’amministrazione degli Stati Uniti riconosce tuttavia un confine con lo spazio più basso, intorno agli 80 chilometri.

È ormai entrata nel vivo la stagione del turismo spaziale. Blue Origin non ha reso noto il costo dei biglietti: uno dei quattro per il volo di oggi è stato venduto all’asta per 28 milioni di dollari; il vincitore non ha potuto fruirne per questioni di incompatibilità di lavoro e ha ceduto il posto al 18enne Daemen. Virgin Galactic ha venduto i biglietti a 250mila dollari. “Abbiamo intenzione di fare altri due voli quest’anno e molti altri in futuro. Abbiamo già una lista di clienti interessati”, ha detto Ariane Cornell, direttore delle vendite dei voli umani di Blue Origin.

Il lancio è avvenuto a 52 anni esatti dallo sbarco sulla luna di Neil Armstrong e Buzz Aldrin. È stata la 16esima missione organizzata da Blue Origin. Wally Fank è un’ex pilota 82enne che aveva partecipato all’addestramento della Nasa negli anni ’70, ma non partì mai perché il programma venne annullato. Daemen invece è uno studente di medicina e figlio del Ceo si Somerset Capital Partners Joes Daemen, il più giovane astronauta della storia e l’unico ad aver pagato il biglietto. Il razzo è partito alle 15:10. La linea di Kármán è stata raggiunta in poco più di tre minuti. Il New Shephard è stato battezzato così in onore di Alan Shepard, il primo americano ad essere andato nello spazio nel 1961. Il motore BE-3 gli permette di accelerare fino a quattro volte la velocità del suono. La capsula, con il suo sistema di paracaduti, è atterrata in verticale.

Blue Origin ha realizzato anche il razzo New Glenn, ancora più veloce del New Shepard, e ha presentato Blue Moon, un lander che viaggerà verso la luna nel 2024. Anche la Nasa si è congratulata tramite Twitter con la società fondata da Bezos: “Congratulazioni al team di Blue Origin per il primo volo con equipaggio umano di New Shepard! Non vediamo l’ora di fare voli futuri con a bordo ricercatori e carichi tecnologici utili, sostenuti dalla Nasa”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.