È la nuova battaglia di Matteo Salvini, ripetuta come un mantra sui social, dove è  ancora attivissimo, ma anche nelle tante ospitate in televisione. Il leader della Lega, mentre tra Facebook e Twitter si lamentava (giustamente) degli incredibili problemi per accedere al sito dell’Inps nel giorno in cui era possibili iniziare a compilare il modulo per i 600 euro ai professionisti, lanciava l’ennesima fake news.

Soffiando sul fuoco delle polemiche infatti l’ex ministro ha rilanciato una chiara bufala. “In Svizzera con un solo foglio ti accreditano subito fino a 500.000 franchi (equivalenti circa a 500.000 euro) sul conto, in Italia milioni di Italiani in coda virtuale…”, ha scritto sui social Salvini.

In Svizzera con un solo foglio ti accreditano subito fino a 500.000 franchi (equivalenti circa a 500.000 euro) sul conto, in Italia milioni di Italiani in coda virtuale…

Gepostet von Matteo Salvini am Mittwoch, 1. April 2020

Un paragone che non ha alcun senso, come spiegano chiaramente i debunker di Butac. Nel caso svizzero citato dal leader della Lega, lo Stato prevede per fronteggiare l’emergenza Coronavirus “un credito garantito al 100% dalla Confederazione fino a 500.000 franchi (10% della cifra d’affari annuale) a tasso di interesse dello 0% annuo per il primo anno”. Quindi parliamo di un prestito, non di soldi elargiti ai cittadini, come per esempio nel caso dei 600 euro. Ancora, Butac spiega che esiste il “modulo, dedicato agli imprenditori, per richiedere un credito (non soldi regalati quindi) fino a un massimo di 500mila franchi (sulla base del fatturato annuale dell’azienda che ne faccia richiesta) a interessi zero per il primo anno, soldi che non necessitano di garanzie in quanto garantiti dallo stesso Stato”.

A smontare il racconto del ‘capitano’ è anche la tv svizzera, che ha ricordato come il credito è valido solo per alcune imprese e non è a fondo perduto, ma un credito ponte che le aziende dovranno rimborsare entro cinque anni. Smentita anche la ‘storiella’ della semplice pagina da compilare, dato che vi sono sette passati per arrivare a richiede il credito.

Anche in Italia, nonostante la propaganda di Salvini, esiste qualcosa di simile, e da lungo tempo. Risale infatti al 2000 la nascita del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che serve per dare garanzie pubbliche per i prestiti effettuati alle imprese. Per l’emergenza Coroanvirus il Fondo è stato modificato per nove mesi, permettendo la sua applicazione anche al settore agricolo e della pesca e con un importo massimo garantito durante questa fase emergenziale che passa dai 2,5 a 5 milioni di euro.