Il governo sprinta sulla cig (cassa integrazione e guadagni) con l’anticipo dalle banche e apre alla modifica dell’indennità per le partite Iva, che potrebbe salire a 800 euro ad aprile. Per la cassa integrazione in deroga, una delle partite più delicate, l’Inps ha già pubblicato online le necessarie circolari operative: la Cigo e l’Assegno ordinario potranno avere una durata massima di nove settimane per periodi che vanno dal 23 febbraio al 31 agosto 2020.

Per accelerare sui tempi e garantire i pagamenti entro il 15 aprile, la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha incontrato anche le parti sociali e l’Abi, per la stipula di un protocollo nazionale per l’anticipo degli ammortizzatori sociali, che potrebbe arrivare a brevissimo. Proprio dal mondo delle banche venerdì era arrivata una apertura importante per anticipare ai lavoratori l’indennità della cassa integrazione e versarla direttamente sui loro conti correnti.

“Sarà impossibile per milioni di lavoratori italiani ricevere, nei tempi annunciati dal governo, gli importi maturati per Cassa Integrazione. In sostanza, le procedure attualmente previste dalla normativa di riferimento e dalle regolamentazioni amministrative non permetteranno tecnicamente di arrivare entro il 15 aprile alla liquidazione delle somme da erogare”, è la critica dei Consulenti del Lavoro, che chiedono “modifiche normative e semplificazioni”.

Proprio per questo motivo l’idea dell’esecutivo è quella si snellire con forza i passaggi burocratici come chiedono le parti sociali, ma la titolare di Via Veneto ha in mente un progetto ancora più importante: “In queste ore sto lavorando al Reddito d’emergenza. Servono tre miliardi e procedure semplificate, in modo da poterlo erogare in pochissimo tempo”. E ancora: i bonus per i lavoratori saranno prorogati anche ad aprile e verrà proposto un allargamento del Reddito di cittadinanza prevedendo un ‘alleggerimento’ dei requisiti d’accesso, in particolare quelli che riguardano il patrimonio immobiliare, fino al termine dell’emergenza economica.

Massima attenzione anche al comparto degli autonomi e delle partite Iva, che per marzo potranno richiedere a partire da mercoledì l’indennità di 600 euro prevista dal Decreto Cura Italia. Cifra che potrebbe presto essere innalzata a 800 euro, come ammette il viceministro all’Economia Antonio Misiani: “Abbiamo dato 600 euro a più di cinque milioni di lavoratori, credo sia ragionevole chiedere e ottenere l’aumento della cifra. Lavoriamo per farlo, con un minimo di selettività in più”. Per rendere l’assegno più ‘ricco’, è il ragionamento, i beneficiari dovranno dimostrare di essere entrati concretamente in crisi con l’esplosione dell’epidemia Covid-19.