La tesi esplicita e molto diffusa è quella per cui il Terzo Polo non si afferma per colpa dell’ego dei suoi diversi leader. La tesi implicita, proposta e diffusa dai leader stessi, afferma che, se questi ego dirompenti venissero messi sotto controllo, si potrebbe avere una forza politica unica. Insomma, estendendo la tesi implicita, se si avesse un solo portavoce di una Tavola Rotonda ecco che gli elettori accorrerebbero. In breve: una forza politica non nasce perché prevalgono i “personalismi”, che creano un’inutile confusione in un’area che è sufficientemente omogenea per comportarsi in maniera “unitaria”. In conclusione, se ci fosse una sola voce si intravedrebbero delle forze ormai riunite verso un 5% e magari oltre. Insomma, una forza con un peso politico capace con la propria azione di pesare sulla politica del Paese.

Il programma

Il programma, definiamolo “unitario”, delle forze che, senza personalismi, dovrebbero formare un Terzo Polo arricchito di elettori non può non avere come assunto base che la democrazia e l’economia di mercato possano essere simbiotici; un assunto banale, che però lo è meno se lo si articola. Lo Stato è centrale. In un’economia avanzata, il governo deve garantire che le imprese siano soggette alla concorrenza, i lavoratori siano cooperativi, la popolazione sia adeguatamente istruita e formata, la ricerca che guida il progresso tecnologico sia finanziata, e l’infrastruttura da cui dipende l’economia sia costruita. Ciò si ottiene sia con il mercato sia con lo Stato. In un’economia avanzata, le persone istruite sono un gruppo sociale ampio e politicamente impegnato. Costoro tenderanno a votare per partiti e persone che considerano economicamente competenti.

La Tavola Rotonda

Le competenze da cui dipendono le imprese avanzate, e quindi le economie avanzate, sono incorporate in reti di persone che vivono in luoghi specifici. Le aziende sono, di conseguenza, piuttosto immobili. Solo le parti meno qualificate delle loro operazioni sono libere di muoversi. La conseguenza è che la democrazia è stabile finché i partiti al governo sono in grado di soddisfare i bisogni della classe media. Un’eventuale Tavola Rotonda che guidi il Terzo Polo dovrebbe articolare un programma più o meno come questo. Un programma che, a ben guardare, può interessare solo una parte di elettori. Questo programma, infatti, se attuato anche solo in parte, scardinerebbe degli equilibri consolidati, perché sposterebbe l’asse politico dal “diritto acquisito” al “diritto di competere”. Questo spostamento, che non distribuisce risorse alle clientele ma le libera, può ottenere molto difficilmente un qualche consenso significativo, perché gli elettori potenzialmente interessati non sono in maggioranza. Da qui la difficoltà “vera” cui andrebbe incontro il Terzo Polo, anche guidato da una Tavola Rotonda.

Giorgio Arfaras

Autore