Le accuse di Kiev sono ora confermate dalle immagini satellitari: l’ormai prezioso grano ucraino viene costantemente rubato dai militari russi che da tre mesi hanno invaso il Paese, venendo poi trasportato dal porto di Sebastopoli, in Crimea, all’estero.

Nei giorni scorsi Mykola Solsky, ministro ucraino per la politica agraria e l’alimentazione, aveva denunciato che il grano ucraino veniva sistematicamente “inviato in modo organizzato in direzione della Crimea. Si tratta di un grande affare controllato da persone di altissimo livello”.

Alle parole di Solsky è seguita una inchiesta della CNN, che sfruttando diverse foto satellitari scattate dalla Maxar Technologies tra il 19 e il 21 maggio scorso nel porto di Sebastopoli, mostra le operazioni a bordo delle navi Matros Pozynich e Matros Koshka attraccate di fianco ad alcuni silos di grano, da cui riversavano il materiale nelle stive.

Il sito di tracciamento navale MarineTraffic mostra inoltre che le due grosse imbarcazioni, con una capacità di 30mila tonnellate, hanno nel frattempo lasciato il porto della Crimea, territorio che dal 2014 è annesso alla Russia dopo un referendum considerato illegale dalla comunità internazionale. Una, la  Pozynich sta navigando nel Mar Egeo, in direzione Beirut, in Libano. L’altra, la Koshka si trova ancora nel Mar Nero e non è possibile al momento valutare dove sia diretta.

Se da una parte la CNN ammette che è difficile sapere con assoluta certezza se il grano nelle due navi sia stato rubato dai russi, è altrettanto vero che la Crimea non è una grossa produttrice di frumento: al contrario le vicine regioni di Kherson e Zaporizhzhia, la prima occupata dai russi da settimane, sono ricche di questo tipo di colture.

Fonti industriali e funzionari ucraini, sentiti dall’emittente americana, puntano il dito contro Mosca: la denuncia è che le forze russe hanno svuotato diversi silos nelle aree occupate e trasportato il grano a sud, nella Crimea. Il ministero della Difesa ucraino stima che dall’inizio dell’invasione circa 400mila tonnellate di frumento sono state rubate e portate fuori dall’Ucraina.

Tutte accuse che ovviamente Mosca smentisce. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito le denunce ucraine come “fake news”, sottolineando inoltre come non sia la Russia “la fonte dei problemi che causano la minaccia della fame, ma quelli che hanno imposto le sanzioni contro la Federazione russa e le sanzioni stesse”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia