Ivan Fedorov, sindaco della città ucraina di Melitopol, è stato sequestrato da truppe armate russe nel centro della sua città, che si trova a sud di Zaporizhzhia e non lontana da Mariupol. Secondo quanto riferito sul proprio canale Telegram da Anton Gerashchenko, consigliere del ministro degli Interni di Kiev, Fedorov sarebbe stato rapito da un commando russo mentre stava distribuendo aiuti umanitari alla popolazione.

Ad agire sarebbero stati dieci militari russi, che gli hanno infilato un sacchetto di plastica in testa e poi lo hanno portato via a bordo di un mezzo. “I nemici lo hanno trattenuto nel centro di crisi della città, dove si stava occupando di sostenere i cittadini. C’era una bandiera ucraina nell’ufficio di Ivan Fedorov”, ha spiegato Gerashchenko.

Fedorov, secondo quanto riporta l’agenzia ucraina Unian, si era rifiutato di collaborare con i russi, mantenendo la bandiera ucraina sul municipio della città occupata da giorni dalle truppe fedeli al Cremlino.

Una notizia che trova conferma anche nelle parole di Kyrylo Tymoshenko, vice capo di stato maggiore del presidente Volodymyr Zelensky, citato dal Kyiv Independent.

Attacchi nei confronti dei politici ucraini non sono nuovi: nei giorni scorsi il sindaco della capitale Kiev, Vitaliy Klitschko, aveva segnalato l’uccisione da parte russa del governatore del distretto di Hostomel Yurii Prylypko, “mentre distribuiva pane e medicinali ai civili”.

Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe scampato a diversi tentativi di omicidio da parte delle forze armate russe, che hanno messo in campo anche i mercenari del Gruppo Wagner per eliminare il presidente ucraino.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.