il Ponte
La Sicilia deve rilanciarsi: che Meloni la venda alla Cina

La visita della Meloni in Cina è ovviamente più orientata a scambi commerciali che a grandi temi internazionali, non si sarà parlato di democrazia in Cina, di temperare l’aggressività verso Taiwan o disarmare Putin. E certamente non si può riprendere il dossier della Via della Seta, l’America non vuole ed ubi maior minor cessat, e che noi siamo minor è lapalissiano. Quindi che ci è andata a fare? Forse è un po’ una di quelle missioni alla Andreotti, come quando Gheddafi investì nella Fiat. Servono investimenti industriali in Italia e non abbiamo aziende che possano fare scelte industriali strategiche di respiro, pertanto chiediamo alla Cina di farlo.
Ma dove? E se la Meloni gli vendesse la Sicilia? In fondo abbiamo uno stabilimento ex Fiat perfetto per fare auto elettriche, in più abbiamo fior di risorse umane per costruire batterie, cosa in cui i cinesi sono particolarmente versatili, in più la Sicilia sarebbe una eccellente base logistica per le merci che i cinesi portano attraverso il Canale di Suez. La Sicilia è un Hub naturale strategico, con i suoi porti e retroporti per la movimentazione di container. Ormai si stanno costruendo navi di enorme tonnellaggio per attraversare il Mar Giallo, l’Oceano indiano ed il Golfo persico, ed avere una base di interscambio su navi più piccole per la distribuzione in Europa, o da ponte per l’Atlantico, sarebbe una strategia vincente per i Cinesi. Inoltre portare componentistica da assemblare con società italiane potrebbe aggirare i dazi che intende mettere la debole von Der Leyen. La Sicilia potrebbe avere un rilancio come l’Irlanda 30 anni fa, che diventò base lavorativa di molte multinazionali d’oltreoceano.
Un colosso come la Cina a mettere al lavoro decine di migliaia di persone ci mette veramente poco, in Cina un grattacielo si alza in un mese, e se la Meloni gli indica la Sicilia poi speriamo che non ci si metta di traverso il famoso discorso di Don Fabrizio a Chevalier sul fatto che non cambia mai nulla. I cinesi ci possono cambiare, se poi in meglio o peggio non si sa, han comprato le fabbriche in Inghilterra, un’isola come noi, e per ora gli inglesi non hanno gli occhi a mandorla, semmai sono diventati più induisti per un po’, noi con le mandorle invece abbiamo esperienza ci facciamo dolcetti di ogni tipo. D’altra parte i piemontesi della Fiat ci hanno abbandonato, forse proprio perché avevano letto il Gattopardo, ed oggi va bene pure la Tigre asiatica se investe e da lavoro ai siciliani. In Sicilia non penso che abbiano paura dei cinesi, magari i soliti americani di stanza qui probabilmente, abbiamo avuto di tutto, cartaginesi, greci, arabi, vandali, normanni, francesi, spagnoli e chi più ne ha più ne metta. Ricordiamo alla Meloni che l’unica Regione che Xi Jinping ha visitato nella sua ultima visita in Italia è stata proprio la Sicilia, forse perché a Palermo esiste l’unica opera di architettura cinese presente in Italia. Meloni ci venda ai cinesi, che l’Italia non ha dato grandi prove di sé.
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