Il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un articolo sugli eventi del 25 aprile, nel cui titolo e nel cui corpo viene riportato che sarebbero state “sventolate foto di Netanyahu” provocatoriamente “in faccia ai militanti filo-palestinesi”. Sembra una spiegazione (se non proprio una giustificazione), peraltro citata anche dal sindaco Beppe Sala in un’intervista, dell’aggressione avvenuta ai danni della Brigata ebraica.

Ero presente, tra il segmento dell’Hashomer Hatzair e quello della “Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati“: naturalmente, dove ero io non si sventolavano foto di Netanyahu, essendo i due gruppi vicini all’opposizione israeliana. Però non ero in grado di escludere che altrove potesse essere avvenuto, e allora ho chiesto ad amici che, per raggiungermi, avevano attraversato i segmenti precedenti, se avessero visto foto di Netanyahu sventolate in faccia ai militanti palestinesi. Uno di loro mi ha mandato la foto che vedete a corredo dell’articolo, scattata passando per il segmento “iraniano”. E ha aggiunto che solo chi avesse avuto una sorta di percezione selettiva determinata dal pregiudizio (per cui i capelli bianchi potessero prevalere sui tratti del volto) avrebbe potuto scambiare da lontano (ma solo da lontano, non nel caso che la foto gli fosse stata “sventolata davanti“) il figlio dello Shah per Netanyahu. Ma sia lui sia gli altri mi hanno confermato che, per tutto il percorso che avevano fatto per raggiungere l’area dell’Hashomer Hatzair, non avevano visto nessuna foto di Netanyahu, tantomeno sventolate in faccia ai militanti filo-palestinesi.

Aggiungo una curiosità (e un segno di tolleranza): per tutto il tempo in cui siamo stati fermati, una signora anziana con una bandiera palestinese è entrata nel nostro segmento ed è restata del tutto indisturbata tra i militanti dell’Hashomer e della “Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati”: addirittura un amico della Sinistra per Israele l’ha invitata a raggiungerlo dietro lo striscione che lui reggeva.

Carlo Momigliano

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