Si è arrampicato sulla ringhiera della casa al terzo piano dove viveva con i suoi genitori ed è precipitato nel vuoto per circa 15 metri. E’ morto poco dopo l’arrivo in ospedale Samuele, il bimbo che lo scorso aprile ha compiuto quattro anni. La tragedia si è consumata nella tarda mattinata (poco dopo le 12) di venerdì 17 settembre all’angolo tra la centrale via Foria e via Giuseppe Piazzi.

Inutile la disperata corsa all’ospedale dei Pellegrini dove il piccolo è deceduto tra le urla e lo sgomento dei familiari, radunatisi all’esterno del nosocomio della Pignasecca. Al momento della tragedia, Samuele si trovava in casa insieme alla giovane madre, incinta all’ottavo mese e impegnata ai fornelli per preparare il pranzo. Il papà sarebbe rientrato da lavoro nel giro di pochi minuti. Un incidente drammatico sul quale sono al momento in corso le indagini del commissariato San Carlo Arena, coordinate dalla Procura di Napoli.

I genitori sono stati ascoltati per ore dagli investigatori per ricostruire quanto accaduto. Accertamenti sono stati fatti anche sulla stabilità della ringhiera del balcone dell’abitazione ma, stando a quanto emerso da testimonianze, il piccolo si sarebbe arrampicato sulla ringhiera prima di perdere l’equilibrio e cadere in strada. I soccorso sono stati allertati dai passanti che hanno assistito al drammatico evento. Samuele è stato assistito dai presenti e dal personale del 118. Era in una pozza di sangue ma respirava ancora.

La corsa in ospedale, tuttavia, non è bastata a salvargli la vita. Una tragedia che ha sconvolto la città che si stringe al dolore che sta vivendo in queste ore la famiglia del piccolo. Sul balcone, così come ricostruito dagli investigatori, non erano presenti né sedie né tavoli. I genitori di Samuele sono conosciuti nella zona perché legati a note famiglie di commercianti.

Sul luogo della tragedia sono stati lasciati fasci di fiori bianchi in ricordo di un bambino che, lasciato solo per pochi secondi, si sarebbe avvinghiato alla ringhiera, poggiando i piedi sulle decorazioni presenti fino ad arrivare in cima. Poi il drammatico epilogo.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.